Il "Comitato Permanente per la Salvaguardia della Memoria dei Cinque Martiri di Gerace" ha indetto, per domenica 2 ottobre 2016 a Bovalino, Comune in provincia di Reggio Calabria, una manifestazione culturale per ricordare i cinque Martiri di Gerace (Michele Bello, Rocco Verduci, Domenico Salvadori, Gaetano Ruffo e Pietro Mazzone), i patrioti italiani di fede mazziniana fucilati il 2 ottobre 1847 nella Piana di Gerace dai soldati borbonici, dopo il fallimento dei moti di Reggio Calabria.

Un episodio del Risorgimento italiano poco noto al grande pubblico, più concentrato sulle rivoluzioni del 1848 e sull'impresa dei Mille di Garibaldi, nonostante si tratti di una vicenda fondamentale come prodromo per le rivoluzioni popolari scoppiate in Italia e in Europa. 

L'iniziativa comincerà alle 10:00 e si svolgerà nella Villa Comunale del paese.

Interverranno tutte le forze politiche, culturali e sociali bovalinesi, mentre la cittadinanza sarà invitata ad intervenire alla cerimonia di deposizione di un omaggio floreale ai piedi del monumento ai caduti, situato nel parco della suddetta Villa, in memoria dei martiri. 

Seguirà poi un dibattito pubblico, al quale saranno presenti due studiosi: il prof. Enzo Cataldo, storico dell'Università di Messina, che illustrerà il suo libro "Il 1847 a Reggio Calabria e nel Distretto di Gerace", e Pino Macrì, storico e membro della Deputazione Storia Patria per la Calabria, con la sua opera "L'importanza della memoria condivisa dei fatti del '47 per il riscatto del Mezzogiorno"

Nell'occasione sarà anche discussa e illustrata la lapide di bronzo apposta sul Monumento ai Caduti, che non si riferisce ai soldati bovalinesi morti in combattimento nei due conflitti mondiali, ma proprio ai cinque giovani patrioti fucilati il 2 ottobre di 169 anni fa.

I migliori video del giorno

Obiettivo dichiarato del Comitato è quello - oltre a rievocare la figura dei cinque martiri - di invitare all'unità tutte le forze vitali del paese ionico che, raggruppandosi attorno alle figure dei giovani patrioti, possano riaffermare i valori fondanti della nostra società civile, nel pieno rispetto delle diversità culturali, ideologiche e politiche.