Una mostra da non mancare nel perdurare delle feste natalizie è quella che le Gallerie d'Italia a Milano dedicano a Bellotto e Canaletto, con cento opere provenienti dai più importanti musei d'Europa e dal collezionismo privato e riservata, per proporzione, principalmente al nipote del Canaletto, ovvero Bellotto.

La Mostra rimarrà aperta sino al 5 Marzo, dunque ancora due mesi per visitarla , ma l'appuntamento non va perso, sia per la bellezza dell'esposizione, sia per comprendere appieno l'evoluzione del vedutismo veneto e del genere detto del 'capriccio', molto in voga nella cultura figurativa settecentesca.

Caratteri della mostra sul Canaletto

La curatrice, Bozena Anna Kowalczyk, porta dunque a Milano opere del Bellotto, e per intero, un terzo non sono mai state esposte in Italia.

Tali opere, sono state rivalutate e studiate dalla recente critica e attribuite al nipote Bellotto, quando in passato, visto l'omonimia della firma, erano attibuite al Canaletto.

La caratteristica principale di questi quadri, frutto della cultura illuministica e dunque della necessità di una stretta e rigorosa aderenza alla realtà, è che essi nascono attraverso l'uso della camera ottica, strumento che ambedue gli artisti hanno utilizzato costantemente tanto che una camera ottica dell'epoca è presente anche alla mostra.

Ma sappiamo anche che l'epoca, come attinge dalla realtà, sa anche prendersi le sue libertà, ed ecco nascere il 'capriccio', ovvero quadri di vedute dove l'artista poi pone elementi di fantasia .

La camera ottica comunque rimane uno strumento indispensabile per ambedue gli artisti e l'Algarotti arriva ad affermare ' Quell'uso che fanno gli Astronomi del canocchiale, i Fisici del microscopio, quel medesimo dovrebbon fare della Camera ottica i pittori'

Le opere presenti in mostra provengono dall'Alte Meister di Dresda, dallo Zamek Krolewski di Varsavia e dal Castello Sforzesco di Milano, oltre che dal collezionismo privato.

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Fu la Nobiltà inglese la maggiore committente dei due artisti grazie all'amicizia che li legava al console britannico in stanza a Venezia Sir Joseph Smith, ma le committenze poi si diffusero in tutta Europa e anche in Italia in proporzione alla bravura, e alla loro notorietà. Questo li portò a viaggiare ed a effettuare lunghi soggiorni a Roma, Firenze e in Germania. Così il vedutismo non trova il suo teatro solo nella città di Venezia ma spazia ovviamente su Roma, Firenze, il Piemonte (Antico ponte sul Po a Torino ) e la visita alle Gallerie d'Italia, per un osservatore medio, diventa anche l'occasione per ripensare luoghi e monumenti e rivedere chiese famose come I Frari di Venezia, Santa Maria Formosa, il Canal grande dai Palazzi Foscari e Moro, sino a Santa Maria della Carità, come recita il titolo di una veduta. Ed ecco che la visita al Canaletto si tramuta in un viaggio su luoghi familiari e non, per apprezzare ancora una volta la magnificenza di un patrimonio architettonico che è il vanto del Bel Paese colto nei riverberi di luce che solo questi due artisti sapevano fissare sulla tela.

Da ricordare l'apertura straordinaria del 6 Gennaio per una visita ad una mostra di alto valore artistico.