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Capita a tutti di essere calamitati dai caratteri narrativi molto comuni di una Serie TV: una squadra di polizia, le indagini, gli arresti, la suspense. E poi la vita quotidiana dei protagonisti, il plot narrativo centrale che s'intreccia con le vicende di un lavoro complicato come è quello del poliziotto e dell'investigatore. Per gli spettatori, questo schema risulta assai familiare, ampiamente sfruttato. Eppure continua a suscitare interesse.

Anthology e running plot: lo schema della fiction

Tutto comincia negli anni '80 quando si afferma una serie TV innovativa che venne definita "serializzata": "Hill Street giorno e notte", un poliziesco ad episodi che introduce in modo organico l'intreccio tipico delle serie ad "episodi" con quello delle serie a "puntate".

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Ogni episodio è costituito da un cosiddetto "anthology plot" che narra una vicenda autoconclusiva (indagine e soluzione del caso) e da un "running plot" con il quale il racconto della vita dei protagonisti assume la cadenza tipica delle puntate seriali, senza concludersi assieme all'episodio. Così, lo spettatore assiste ad un flusso di esistenze, ad incroci di circostanze, alle traversie dei personaggi nella loro vita privata, nelle relazioni di lavoro, nel rapporto con i diversi casi e l'influenza che questi determinano per ciascuno di loro. Si tratta dello schema tipico della vita reale di ogni individuo: questo rende la fiction molto più coinvolgente.

Linee narrative multiple: come nella vita

Dunque, la serie "serializzata" - può anche essere definita "a narrativa cumulativa" - apre un varco nel muro che separa, in genere, i vari episodi, connettendoli in frammenti di esistenze che si moltiplicano ed interagiscono: i personaggi si arricchiscono, la memoria diventa un elemento cardine ed il tempo avanza come accade nella realtà.

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I meccanismi psicologici che spingono ad appassionarsi alle "soap", vengono acquisiti ed integrati. La trasformazione non rompe il carattere episodico ma lo ridefinisce, ampliando enormemente sia lo spazio del racconto che il tempo della narrazione verso nuove, imprevedibili direzioni. Insomma, è come fare finalmente la conoscenza dell'invisibile moglie del famoso Tenente Colombo.

Rush, su Rai 4: innovativo esempio di una serie TV "tradizionale"

In questa scia ultradecennale, sul palinsesto di Rai 4 ha trovato collocazione in questi giorni una serie TV molto interessante, di produzione australiana: Rush, poliziesco ambientato a Melbourne, costruito sullo schema appena descritto, assai accurato nella sceneggiatura e nella regia, nella scelta del cast e nelle prove recitative.

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Con qualche innovazione significativa: tutti i protagonisti s'interfacciano mediante una connessione audio-video durante le attività d'indagine e gli interventi esecutivi, coordinati da una centrale di controllo che rende efficace, in una logica realistica, la struttura narrativa dell'anthology plot episodico. Questo non era mai avvenuto fino ad ora in modo così organico. Tutti i personaggi vengono quindi coinvolti contemporaneamente pur trovandosi a distanza. Potente il dinamismo che quest'approccio riflette sugli spettatori. Nello stesso tempo, il running plot, spesso separato dalla narrazione episodica, proprio grazie a quest'interconnessione viene esaltato in tracce di relazione tra i vari protagonisti, coinvolti sia dagli avvenimenti che dalla interazione tra loro stessi. Tutti assieme, in un gioco di squadra che non ha mai sosta: come in un reality show. Davvero interessante.