Inaugurata il 16.07.2016 presso il Museo delle Scienze di Trento (MUSE) e realizzata grazie alla collaborazione del MIUR, la mostra "Estinzioni. Storie di catastrofi ed altre opportunità", offre una panoramica sulle estinzioni che si sono verificate sulla terra negli ultimi 500 anni. La mostra però, che si muove su lassi temporali più brevi, si concluderà il 26.06.2017.

Cinque sezioni espositive dotate di esposizioni multimediali, animazioni e spazi interattivi, corrispondono alle grandi estinzioni di massa che hanno avuto luogo sul nostro pianeta. Nel percorso proposto troviamo reperti autentici che vanno dallo scheletro di un grande dinosauro sauropode al celebre cranio di Homo neanderthalensis "Guattari I".

In questo viaggio però, non troviamo solo estinzioni, ma anche adattamenti, sopravvivenze e dunque elementi di continuità tra le varie fasi evolutive.

Il concetto di adattamento

"Non a caso" - dice Bernardi, primo curatore della mostra - "il nome della mostra recita storie di catastrofi ed altre opportunità". E poi ancora: "(...) dopo le grandi estinzioni la vita si è ripresa. I momenti di crisi coincidono con grandi opportunità. Gli organismi che sono sopravvissuti si sono trovati in un mondo nuovo, diverso, in cui i loro adattamenti, le loro evoluzioni adattative sono tornati utili".

Insomma il concetto di adattamento sembra essere la chiave di lettura per interpretare fasi evolutive che si legano l'un l'altra o che scivolano l'una dentro l'altra senza interruzioni definitive.

In questa esposizione tutto sembra tenuto assieme da elemento di tensione, da un interrogativo di fondo circa i destini dell'uomo e della terra: stiamo andando verso una nuova estinzione? Qual è la posizione dell'uomo rispetto a tutto questo?

Se la riduzione del livello di biodiversità a livello globale è sotto gli occhi di tutti, questa volta la minaccia non sembra derivare tanto da fattori esogeni - l'asteroide di turno o mutamenti nelle condizioni geologiche - quanto da fattori endogeni, ovvero dallo stesso essere umano.

Per la prima volta una specie animale mette a rischio l'esistenza di tutte le altre. Staremo vedere se il MUSE potrà un giorno ospitare una nuova mostra sulle estinzioni, magari con una sesta sezione in aggiunta dedicata alla sopravvivenza dell'uomo dall'uomo.

Il fattore adattativo da indicare nell'ipotetica mostra sarebbe senz'altro la lungimiranza.