Rieccoci tornati alle nuove avventure dei coniugi Warren che dopo la brutale esperienza del primo episodio si ritrovano alle prese con i cattivoni del mondo sovrannaturale che stavolta si sono dati appuntamento nel borgo periferico Londinese di Enfield, dove fanno scappare di casa la povera famiglia Holdgson, ovviamente dopo aver posseduto la secondogenita.

Dopo aver dato il via alle indagini con l'assistenza di altri due inviati i Warren individuano il primo spirito maligno, il fantasma di un certo Bill, un vecchiaccio che abitava in quella casa e che era rimasto stecchito sulla poltrona del soggiorno, il quale a quanto pare non gradisce che la famiglia Hodgson fosse venuta a casa sua; ovviamente questo è solo un preludio e i Warren ben presto si accorgono che la faccenda è un pò più complicata del previsto...

Dunque il sequel di The Conjuring è spudoratamente uguale al primo solo che cambiano i mostri, però è anche vero che è anche fatto bene come il primo quindi non possiamo che parlarne bene nonostante alcuni degli elementi sceneggiaturistici tipici del regista "James Wan" introdotti nei suoi film inizino ad apparire un po' ingenui, perchè la casa stregata piena di poltergeist e spiriti maligni di Wan è un bubusettete di due ore con un continuo di bambini traumatizzati, porte che sbattono, lenzuola che volano via, pentolame che sbatte, mostri dietro i quadri, spettri di vecchi che ti urlano all'improvviso, tende piantate nel corridoio con qualcosa di brutto al loro interno che francamente dopo un pò rimbambisce.

Perfino i mostri in questo film sono caricaturizzati ed infantili, quindi caro "James Wan", te sei bravo perchè fai gli horror che guadagnano bene, sei bravo anche perchè i "The Conjuring" sono dei super polpettoni dell'orrore, però se vai avanti così significa che ci prendi tutti per scemi, quindi ti prego, fai in modo che il prossimo "The Conjuring" (se mai ne avremo uno) non sia uguale identico agli altri due così almeno uno che se li guarda tutti li può riconoscere tra di loro, e magari inventa qualche nuova trovata perchè i bimbi che urlano e diventano brutti, le pentole che sbattono, le lenzuola che volano via, le pareti che si sfasciano, i Warren che indagano a caso e le sedie che si muovono ormai stanno diventando indigeste.

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"The Conjuring" come tutti gli altri film di Wan è una specie di franchise dove si trovano i soliti elementi proposti e riproposti a nastro per realizzare dei prodotti di sicuro successo

Il regista si diverte a fare lo "Spielberg" dell'horror, affrontando la questione in maniera strettamente commerciale dando al pubblico di massa quello che vuole, senza sforzarsi minimamente di reinventare qualcosa o di rischiare di cadere in qualcosa di blasfemo, politicamente scorretto o volgare, i suoi sono i tipici film che uno li vede e quando sono finiti dice "uao che bello mi è piaciuto tantissimo", anche se dopo due giorni te li sei dimenticati.

Va però precisato che i "The Conjuring" sono ad un livello decisamente un pò più alto dei trascurabili "insidious" e "Annabelle", quindi sono si la solita zuppa, ma una zuppa talmente buona che si può mangiare diverse volte prima di esserne sazi, l'importante è che la casa stregata molto stregata dei "The Conjuring" non vada avanti così per sempre altrimenti va a finire come con "Halloween" o "Venerdì 13", che dopo due o tre film decenti le case di produzione impazziscono e sfornano un'eterna ed inguardabile saga destinata a continuare nei secoli dei secoli...

Concludendo possiamo definire "The Conjuring" un valido horror commerciale, ma guardatelo senza troppe aspetattive e nel caso foste già ferrati con la filmografia di "James Wan" ricordatevi che è più o meno come se lo aveste già visto.