Diversi mass media internazionali, tra cui la testata italiana "La Stampa", hanno riportato la notizia del ritrovamento di un telegramma che il capo delle SS Heinrich Himmler inviò al controverso Gran Muftì di Gerusalemme Amin al-Husseini.

In tale telegramma, ritrovato nella Biblioteca nazionale di Israele, Himmler offre sostegno e vicinanza alla causa palestinese e alle lotte dei movimenti arabi e islamici nel mondo.

L'alleanza 'sconosciuta' tra Terzo Reich e panarabismo islamico

Il ritrovamento del telegramma di Himmler rappresenta una prova dell'alleanza strategica che durante la Seconda Guerra Mondiale legava la Germania nazionalsocialista e una parte considerevole del movimento panarabo islamico internazionale.

Tra le cause dell'alleanza vi erano diverse motivazioni di carattere politico e geopolitico, tra cui la comune avversione verso l'imperialismo inglese e verso il sionismo e più generalmente verso la comunità ebraica mondiale.

Tra l'altro, lo stesso Adolf Hitler non aveva mai fatto mistero di considerare sia il mondo arabo che l'Islam in sé come rispettabili alleati, tanto che definiva la religione musulmana come "superiore" rispetto al cristianesimo dominante in Germania e nei paesi occidentali.

Il dissenso verso la Dichiarazione Balfour e la questione palestinese vista da Berlino

Stando a quanto riportato dai media internazionali, il telegramma di Himmler era stato inviato in occasione del ventesimo anniversario della "Dichiarazione di Balfour", ovverosia del noto documento ufficiale britannico che sosteneva la necessità di creare un "focolare ebraico" nella Palestina.

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All'epoca, tale decisione era stata molto criticata e avversata dai movimenti e dai leader palestinesi e nel telegramma Himmler riportò anche l'avversione che il Terzo Reich riportava verso di essa.

Inoltre, venne fatto anche accenno all'opinione delle autorità del Reich sulla questione palestinese, opinione fortemente critica verso il futuro stato di Israele e verso quella che veniva chiamata come una 'colonizzazione di "ebrei invasori".