Nel prestigioso Palazzo Zenobio a venezia, in programma dal 13 maggio (vernissage) al 6 agosto prossimo una speciale rassegna d'arte contemporanea: 'Dieci artisti .. all'Ombra del Moloch dalla poesia Howl di Allen Ginsberg 1958' a cura di Annarita Rossi e Phillips C. R. (Orari 10-18). L'evento a tappe rientra nell'ambito delle manifestazioni collaterali per la puntuale e celebre Biennale d'arte di Venezia 2017.

Tra i protagonisti il noto artista neopop e post situazionista, Carlo Andreoli (detto anche Alo). Artista ferrarese diventato noto prima fuori mura (mostre personali a Milano, ecc.) e poi anche a Ferrara. Probabilmente per la sua cifra artistica essenzialmente controculturale e perturbante. Gli altri artisti di talento in programma sono: S. Gaon, C. Corò, M. Corradin (detto “MAVRY”), G. Petrini, G.

Rey, S. Pasqualini, N. Perfetto, P. Anceschi e una Collettiva finale. Nostra intervista esclusiva all'artista Carlo Andreoli (vedi anche le sue opere in Carlo Andreoli Pinterist) per Blasting News.

Il Moloch nella mostra veneziana

D - Alo, a Venezia dal 13 maggio per la collettiva 'Ombra del Moloch...', un approfondimento?

R - Innanzitutto, preciso che non si tratta di una mostra collettiva, ma dieci artisti, che espongono nelle due sale a disposizione, per un periodo di 15 giorni: solo al termine dei vari periodi dedicati alla personale, il florilegio di artisti presenti, presenterà solo fra il 22 luglio ed il 6 agosto la collettiva. L’esposizione aprirà i battenti il giorno 13 maggio.

Le mie opere saranno esposte fra il 24 giugno ed il 7 luglio.

Il tema delle nostre ispirazioni, nonché della nostra riflessione artistica sono il Moloch, la cultura ebraica e l’Urlo di Allen Ginsberg: metafora 'strisciante' del capitalismo e della società americana, visto come il 'demone' proveniente dalla religione 'ebraica', appunto, senza scordare, naturalmente, l’apporto degli occhiali del peyote… versione della Beat Generation del controllo collettivo – passivo ed attivo – della tematica del 'mito della caverna' insomma…

La peformance visiva di Carlo Andreoli

D – Alo, le tue opere in mostra nello specifico?

R - Sarò presente con 25 quadri: spaziano da 'Onze Rod' a 'No Drink'.

Lunga sarebbe la lista, ma desidero solo ricordare 'Foto ricordo'. Sono un coro di stridii, dichiaranti guerra alla volontà di conformismo imposta dalla struttura, che in modo subdolo e strisciante, impone senza imporre… che suggerisce con violenza, senza dar la possibilità di opporsi.

Ectoplasmi molochiani, che si incuneano nella coscienza collettiva, alterando la struttura genetica della morale comune, piegandola ai loro bisogni, alle loro necessità, alle loro esigenze.

Impongono modelli creati ad arte, dove fanno crederCi – come direbbero gli esistenzialisti – che il nostro potere circa il potere di cambiare sia totale e di nostro libero arbitrio, mentre chi pianifica si insedia su diversi livelli da quelli del popolo.

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