Nel 1997 l'autrice Arundhati Roy aveva esordito con "il dio delle piccole cose", un successo mondiale che ha anche vinto il prestigioso premio Booker Prize. Dopo venti anni esatti la scrittrice indiana pubblica il suo secondo romanzo che, dal titolo, si preannuncia un altro grande successo.

Chi è Arundhati Roy

La scrittrice indiana è nata nel 1959, è un'attivista politica che presta la sua attività contro la globalizzazione. Sua madre è di origine cristiana [VIDEO], suo padre induista.

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Vive a Kerala fino ai 16 anni. Studia architettura a Delhi e si sposa due volte. Nel 2002, Arundhati Roy sarà condannata per oltraggio alla Corte Suprema di Delhi, responsabile di reprimere le proteste contro il progetto della diga del Narmada.

Dopo gli anni Novanta la Roy ha scritto numerosi saggi: La fine delle illusioni, Guida all'Impero per la gente comune, Quando arrivano le cavallette, In marcia con i ribelli e La strana storia dell'assalto al parlamento indiano.

I suoi lavori trattano temi di grande importanza come le armi nucleari e i problemi dell'India legati alla religione e alle multinazionali. Continuo è il suo impegno politico e sociale e per il sostegno alla non violenza ha ricevuto il premio Sydney Peace Prize.

La trama del libro

Una storia di forti sentimenti e di protesta che si svolge fra i quartieri della vecchia Delhi e i centri commerciali della nuova metropoli. Lo scenario è anche quello delle valli e delle cime del Kashmir dove imperversa la guerra. Anjum, nuova incarnazione di Aftab, srotola un tappeto persiano nel cimitero.

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Una bambina appare subito dopo la mezzanotte, mentre S. Tilottama è una presenza ingombrante per i tre uomini che l’hanno amata. Una storia d'amore e di speranza, di salvezza nonostante la durezza della realtà.

Il libro è attesissimo in tutto il mondo e già ne hanno parlato il New York Times e L'Espresso.

L'esordio: Il dio delle piccole cose

Il primo romanzo della Roy ha meravigliato e commosso il mondo. Uno stile di scrittura notevole, una capacità innata di raccontare le atmosfere della cultura indiana sono i tratti che contraddistinguono questo testo. La storia trae spunto dall'infanzia dell'autrice. La vita di due gemelli viene influenzata e cambiata dalle piccole cose. Le piccole cose, appunto sono proprio quelle che ci costruiscono, che ci rendono le persone che siamo. La vita di Rahel ed Estha è difficile e sfortunata. La cultura indiana è molto diversa da quella occidentale. Si tratta di una società [VIDEO]in cui bisogna lottare per sopravvivere e il dolore è pane quotidiano.