Alessandro D'Avenia si svela in un'intervista alla testa giornalistica Il Giornale. Parla della propria carriera scolastica, delle sue verità sbattute in faccia agli alunni. Sono verità crude, lo ammette lui stesso, ma che offrono agli studenti la possibilità di maturare abbastanza da poter uscire dalle superiori con una grande forza per affrontare le sfide quotidiane.

Questi sono i motivi principali, grazie ai quali viene definito come il professore più amato dagli studenti e dai genitori.

L'importanza di leggere l'Odissea. Per intero.

D'Avenia afferma con convinzione l'importanza nelle scuole di far leggere l'Odissea di Omero completa ai ragazzi.

Lamenta infatti tutte quelle volte in cui i docenti di lettere sottopongono agli studenti solo alcuni estratti, o qualche brano, non solo dell'Odissea, ma anche altre migliaia di opere letterarie di una certa cifra.

Secondo lui, il fatto di leggere integralmente un'opera trasmette il gusto per la letteratura. In modo particolare, l'Odissea permettere di conoscere la vera natura del protagonista, l'eroe Ulisse. Egli è colui che ha sofferto molto, ha patito per mare e ha anche pianto. Uno potrebbe chiedersi: "Ma come? Ulisse, che è un eroe, piange?". Ebbene, Alessandro D'Avenia sottolinea proprio questo aspetto degli eroi. Essi incontrano difficoltà e ostacoli di ogni tipo e questo è ciò che li rende eroi. Così si permette ai ragazzi a Scuola di confrontarsi con la negatività di un mondo che ai giorni nostri prova a fare di tutto per mostrarsi positivo.

Facebook è una felicità apparente

Secondo il prof, è proprio su Facebook che si vede il tentativo del mondo di apparire positivo, bello, felice. Per questo motivo oggi i giovani hanno paura ad entrare in territori che destabilizzano, in luoghi di sofferenza e di fatica. In realtà -continua D'Avenia- "la vita ha come ingrediente necessario il dolore", che permette davvero all'uomo di conoscere se stesso.

Leopardi e il suo...ottimismo

D'Avenia insiste poi nel dire che Giacomo Leopardi, uno degli scrittori più in voga di fine Settecento-inizi Ottocento, non è un pessimista, ma è completamente l'opposto. Può suonare strano a molti, ma ciò accade perché a scuola le opere leopardiane non vengono mai lette per intero e mai fino agli ultimi scritti dell'autore: è proprio lì che matura l'ottimismo, ne "La Ginestra", un vero canto di speranza.

Un 4 meritato è bene darlo

Il prof più amato non si fa scrupoli a dare un bel 4 agli alunni che lo meritano. Questo non per un suo gusto sadico, ma perché ha sperimentato che quel voto dice "devi rimboccarti le maniche", contrariamente a un 2 che, sempre secondo lui, rappresenta un vero colpo di grazia, e suona come un giudizio bell'e buono.

Un 4 non dato fa invece solo del male perchéun voto di questo calibro, dato quando serve, permette al ragazzo di crescere. E fa sì che l'8 non perda il suo vero valore.

Può capitare che i genitori vedano i propri figli massacrati dagli insegnanti (sempre dal punto di vista di voti cattivi, per intenderci). E allora D'Avenia è convinto che i ragazzi abbiano bisogno di sentirsi dire la verità, di sentirsi dire che possono e devono fare di meglio per portare a frutto i loro talenti, per sentirsi indirizzati verso la costruzione del mondo, non verso la sua distruzione.

Dunque è così che un adolescente va spronato, mettendogli in faccia la verità, per cruda che sia, e valorizzando i suoi talenti.

L'amore sarà il tema del prossimo libro

Un argomento che D'Avenia tiene molto a trattare: l'amore. Svela infatti che scriverà un nuovo libro, diverso rispetto agli altri scritti finora. Nel prossimo, gli interessa raccontare "l'amore come potrebbe essere". Oggi i ragazzi fanno spesso confusione tra innamoramento e amore. Alla prima difficoltà, si pensa che l'amore sia giunto al capolinea, quando invece non è così, perché è proprio davanti agli ostacoli che l'amore inizia.

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