Dopo 38 anni dall'uscita è tornato nelle sale il capolavoro di Woody Allen, Manhattan. Si tratta di un'edizione restaurata presentata alla Cineteca di Bologna. Allen girò il film nel 1979, per cui un confronto in chiave temporale è senza dubbio inevitabile, ma non è certo l'unico. La New York che ci mostrò per la prima volta il genio della satira appare più felice della New York city in chiave moderna. Del resto, Allen mise sullo schermo il suo amore per Manhattan, ed infatti la sua New York mostra tutti i ''tic'' dello stesso regista: ironia accompagnata al tempo stesso da una giusta dose di ingenuità, amori molto complicati, humor triste e la immancabile nevrosi che col tempo è diventata parte del bagaglio culturale dei newyorkesi (non a caso si dice che a New York tutti vadano dallo ''strizzacervelli''!).

Tutto il film è accompagnato dalla musica di George Gershwin. Sicuramente la scena più indimenticabile di tutto il film è la sequenza in cui Allen e la bella Diane Keaton, seduti su una panchina di Sutton Place, guardano, all'alba, il Queesboro Bridge.

La trama

La storia ruota intorno alla relazione tra Isaac Davis (Allen), un autore televisivo neo-divorziato, e Mary (Diane Keaton), una giornalista anch'essa divorziata. Isaac e Mary si incontrano ad una mostra; la donna, forse leggermente logorroica, esaspera Isaac, il quale finisce per considerarla una intellettuale insopportabile e troppo sofisticata per lui. Successivamente i due diventeranno amici e frequenteranno altre persone: Isacc una diciassettenne di nome Tracy (interpretata da Mariel Hemingway) e Mary frequenta il migliore amico di Isaac, Yale, (interpretato da Michael Murphy).

I migliori video del giorno

Alla fine Isaac e Mary finiranno per innamorarsi, ma la donna troncherà la relazione poiché riprenderà a freq

Non dimentichiamo inoltre che la NY degli anni settanta era una New York sporca, caratterizzata dalla violenza (come ci mostra in quegli stessi anni ''Taxi Driver'' di Martin Scorsese), eppure Allen le dedica una dichiarazione d'amore attraverso un film.

La Manhattan di oggi

Rivisto con gli occhi di oggi, nonostante il tempo che passa, Manhattan appare sempre come un monumento senza tempo, pieno di malinconia. Le vicende che ci racconta Allen possono apparire distanti dalla città, e invece è proprio questo il senso che vuole farci afferrare il regista: i destini dei personaggi del film sono profondamente legati alla città, con la sua identità e la sua storia.

Insomma, ''Manhattan'' non ha perso il suo posto nella storia del cinema.