T2 Trainspotting, seguito del cult movie del '96 tratto dal libro 'Trainspotting' di Irvine Welsh (che narra le vicende di quattro ragazzi di Edimburgo alle prese con problemi di tossicodipendenza), è uscito nelle sale a febbraio 2017 (21 anni dopo l'originale) ottenendo riscontri positivi sia di critica che di pubblico (per settimane in testa ai box office italiani).

Come sono cambiati i protagonisti

Ambientato 20 anni dopo le vicende di Trainspotting, T2 inizia con il ritorno ad Edimburgo di Mark Renton (Ewan Mc Gregor), il protagonista, scappato alla fine del primo film con il bottino della vendita di coca messa a segno con i suoi amici, denaro che è intenzionato a restituire.

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Dopo un periodo trascorso ad Amsterdam, Renton, divorziato e senza più un quattrino (ma liberatosi dei problemi con la droga) si rimette in affari con l'amico Sick Boy (Johnny Lee Miller), che gestisce un'associazione a delinquere (specializzata in ricatti) con la compagna Veronika, e che non ha mai perdonato il tradimento di Mark.

Le cose, all'inizio, sembrano di nuovo andare bene, con il ritorno del quarto ex socio Spud (Ewen Bremner), aspirante scrittore, ma pure stavolta il violento Begbie (Robert Carlyle), lo psicopatico del gruppo, che ha passato gli ultimi vent'anni in prigione, cercherà di rovinare la festa a tutti...

Un sequel convincente

Pur non all'altezza del primo film (alcune gag spiritose e colpi di scena sono un po' fini a sè stessi), T2 conferma la bravura del regista Danny Boyle nel disegnare storie e personaggi capaci di 'inchiodare' lo spettatore, regalando due ore di piacevole intrattenimento. Bravi tutti gli attori (a cominciare da Carlyle e McGregor) ed azzeccata la scelta di rendere il seguito più gangster movie e meno spaccato sociale, centrando maggiormente il plot sulla girandola di truffe ed inganni reciproci.

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Efficaci anche le scene puramente thrilling.

Non è mai facile realizzare un sequel convincente di un film icona, specialmente a più di vent'anni di distanza, ma Boyle ci è riuscito: T2, pur non possedendo la stessa forza ed originalità del primo Trainspotting, si rivela un gagster movie più che godibile. Da vedere.

Ottenuto il divieto ai minori di 17 anni, per le scene di sesso e violenza, oltre che per il linguaggio scurrile usato per tutta la pellicola. Bella la colonna sonora, con la trascinante Lust for life, canzone preferita di Mark presente anche nella soundtrack del primo film, come brano dei titoli di coda.