Con due nuovi siti patrimonio dell'umanità, l'italia conserva il suo primato mondiale, consolidandolo. Salgono, infatti, da 51 a 53 le aree tutelate dall'Unesco nello stivale, tanto che il ministro degli esteri Angelino Alfano ha parlato dell'Italia come "autentica superpotenza di cultura e bellezza". La decisione è stata presa durante la 41a Sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale, in corso a Cracovia, dal 2 al 12 luglio 2017. I siti inseriti nella lista, entrambi transnazionali e molto estesi, portano il nome completo di "Antichissime faggete dei Carpazi e di altre regioni d'Europa" e di "Opere di difesa veneziane edificate tra il XV e il XVII secolo: Stato da Terra - Stato da Mar occidentale".

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Antichissime faggete dei Carpazi e di altre regioni d'Europa

Il primo è un sito di interesse naturalistico, già esistente in precedenza, ora esteso a comprendere boschi di faggi variamente distribuiti dai Pirenei ai Balcani, passando per Alpi, Appennini e Carpazi, per un totale di 12 paesi interessati.

L'Italia concorre alla costituzione del sito con ben 2000 ettari di foreste, localizzate nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, nel Parco Nazionale del Gargano (la lussureggiante Foresta Umbra), nel Parco Nazionale del Pollino, sul Monte Raschio e sul Monte Cimino. Sul sito dell'Unesco si legge che i faggi hanno avuto una notevole espansione in tutto il continente a partire dall'ultima era glaciale, per via della loro flessibilità e per la tolleranza a diverse condizioni climatiche, geografiche e fisiche. Le foreste italiane sono state scelte per la loro importanza ecologica e conservazionistica: sono le più vecchie d'Europa (fino a 600 anni), quelle più a Sud e contano una notevole biodiversità. I vetusti italiani sono, inoltre, fra i più alti, con faggi che superano i 50 metri.

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Opere di difesa veneziane edificate tra il XV e il XVII secolo

Il secondo sito, di interesse culturale, comprende 15 fortificazioni situate in Italia, Croazia e Montenegro, sparse in un territorio di 1000 km dalla Lombardia alle coste dell'Adriatico orientale, edificate tra il XV e il XVII secolo nei territori della Repubblica di Venezia. Tra i principali sistemi difensivi dello Stato di Terra, da oggi patrimonio dell'umanità, ci sono le città fortificate di Bergamo, Peschiera del Garda e Palmanova, che proteggevano a Nord e ad Ovest i possedimenti veneziani dagli altri stati europei. Importanti baluardi della Serenissima nello Stato di Mare erano invece Zara e Sebenico, in Croazia, e Cattaro in Montenegro, città dalmate strategiche nel programma di espansione della Repubblica ad Oriente, oggi tutelate anch'esse. La candidatura e l'inserimento nella lista UNESCO sono il frutto di un lavoro d'equipe, coordinato dal MiBACT e durato anni, al quale hanno partecipato studiosi, tecnici ed amminastratori locali.

La notizia è stata annunciata dal Ministro dei beni e delle attività culturali Dario Franceschini, che ha definito la proclamazione dei siti "un'opera preziosa" che permetterà all'Italia "di esercitare un notevole ruolo nella diplomazia culturale nel contesto internazionale".

Asmara, gioiello del colonialismo italiano

Un'ulteriore riconoscimento per la cultura italiana è giunto grazie all'inserimento nella lista UNESCO della capitale eritrea, con il nome completo di "Asmara: una città modernista d'Africa". Fondata dagli italiani alla fine dell'Ottocento, la città rappresenta un piccolo gioiello del colonialismo, importante punto di richiamo durante il ventennio fascista di architetti tra i più importanti esponenti del modernismo e del razionalismo. Asmara è il primo sito patrimonio mondiale dell'umanità dell'Eritrea.