Ogni anno vengono stilate e pubblicate nello stesso periodo due importanti classifiche sulla qualità della vita nelle province italiane, che inevitabilmente dividono e fanno molta notizia. Una è quella pubblicata da ItaliaOggi, compilata dal Dipartimento di Statistiche Economiche dell'Università "La Sapienza" di Roma, l'altra è quella del Sole 24 Ore. Le due ricerche riportano un risultato contrastante sulla performance della capitale: la prima registra un balzo notevole nella qualità della vita, la seconda un crollo. L'indagine de La Sapienza pone Roma più in alto nella classifica rispetto all'anno scorso, segnalando un miglioramento di ben 21 posizioni, dall'88° al 67° gradino.

Per il Sole 24 Ore, invece, la capitale precipita di 11 posizioni, attestandosi al 24° posto.

Perché queste differenze?

Le due classifiche riportano entrambe dati sul benessere percepito, ma vengono formulate utilizzando metodologie differenti di indagine. ItaliaOggi considera 9 aree, per un totale di 100 indicatori differenti: ambiente, disagio sociale e personale, tempo libero, tenore di vita, affari e lavoro, criminalità, servizi finanziari e scolastici, popolazione, sistema salute. Il Sole 24 Ore considera, invece, 6 dimensioni (servizi e ambiente, ordine pubblico, tempo libero, popolazione, affari e lavoro, tenore di vita), per un numero totale di 36 voci analizzate. Un'ulteriore differenza sta nell'elaborazione dei dati: se La Sapienza attribuisce un diverso valore ad ogni voce, il Sole 24 Ore utilizza la media aritmetica, conferendo lo stesso peso ad ogni ambito di indagine.

Statistiche e politica

I risultati divergenti della capitale nei due studi hanno immediatamente generato una spaccatura nell'opinione pubblica. Virginia Raggi ed il Movimento 5 stelle hanno esultato per il miglioramento riportato da Roma nella classifica di ItaliaOggi, definendolo come un "cambio di rotta" rispetto al passato, attribuibile al lavoro della neoamministrazione capitolina.

Gli esponenti del Partito Democratico, invece, hanno subito utilizzato le conclusioni del Sole 24 Ore per denigrare l'operato m5s a Roma, parlando di "caduta libera". Anche i giornali si sono divisi, riportando talvolta notizie incomplete.

La vera utilità degli studi

Ogni schieramento politico, dunque, sceglie faziosamente la classifica che gli conviene, piegandola alle proprie necessità, ma stravolgendone il senso vero ed il fine.

Appare difficile poter applicare, sia in positivo che in negativo, il risultato di queste ricerche al lavoro della Raggi, considerando che quello analizzato è un arco di tempo troppo breve e che molti dei parametri indagati non sono di sua diretta competenza. Il fatto stesso che le due classifiche giungano a conclusioni contraddittorie dimostra l'inattendibilità al fine di sostenere o screditare il lavoro del movimento a Roma. Questi studi non dovrebbero essere utilizzati per dirottare campagne elettorali o rivendicare meriti, non dovrebbero essere piegati alle esigenze politiche stagionali e mediatiche, ma andrebbero considerati come indicatori importanti, capaci di mettere in luce i problemi locali e di indirizzare le scelte politiche.

Tra gli schieramenti sono volate anche accuse sulla diffusione di fake news, ma, almeno in questo caso, data la validità delle due ricerche, l'unica accusa che può essere mossa è quella di faziosità. D'altronde, le campagne elettorali funzionano così.

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