S. Maria della Scala a siena dal 22 ottobre al 21 gennaio è la cornice d’eccezione per una rassegna dedicata al pittore senese Ambrogio Lorenzetti (1290-1348). Interprete sensibile della poetica senese del Trecento porge uno spaccato del sentire medievale, inteso nella sua intimità e compostezza. I curatori dell’evento, Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, rispettano l’intento di offrire integralmente il ciclo vitale-pittorico dell’artista, prendendo in prestito esemplari da vari parti del mondo (National Gallery, Städel Museum di Francoforte, Louvre) con il monito di ricostruire l’intera carriera. L’iniziativa gode del beneplacito del Mibact e della regione Toscana e l’allestimento espositivo è ad opera di Guicciardini&Magni.

Vita e stile di Ambrogio Lorenzetti

L’imprinting del pittore è contenuto nell’immagine della Madonna con il Bambino detta di Vico l’Abate, proveniente da Tolano. L’impronta bizantina, la plasticità della figurazione, i richiami giotteschi compositivi, il tratto ben marcato a delineare i corpi, l’assemblaggio compositivo coerente: ogni elemento contribuisce a ispirare il suo personale stile, arcaizzante e innovativo al medesimo tempo. L’impronta di Duccio di Boninsegna ricorre nel suo stilema che si afferma e matura, a partire dagli anni giovanili, grazie anche all’apporto del fratello Pietro Lorenzetti. A strutturare la sua personalità di artista sarà la permanenza a Firenze, dove il contatto con nuove sfumature, lo porterà ad avvicinarsi allo stile di Arnolfo di Cambio, discostandosi dagli accenti senesi.

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L’attaccamento ai dettami classici prospettici lo qualificano quale una anticamera del Rinascimento, la cura per i dettagli e l’intento realistico delle sue opere le connotano di un senso documentario e di un interesse storiografico ai giorni nostri. Nota la sua Maestà della Cappella Piccolomini (1337-1338) del Convento di S. Agostino di Siena e le Allegorie del Buono e Cattivo Governo (1338-1339) nella Sala dei nove del Palazzo Pubblico di Siena [VIDEO].

La mostra

Questo percorso espositivo ha il suo incipit nel 2015 quando con l’iniziativa, “Dentro il restauro”, con il patrocinio del MIBACT, vengono effettuati dei lavori di ristrutturazione di corpi affrescati di Lorenzetti in varie sedi (Chiesa S. Francesco, S. Agostino, Palazzo Pubblico). Restaurati e visibili nel loro splendore sia il ciclo di affreschi staccati della Chiesa di S. Galgano a Montesiepi, sia il polittico della chiesa di S. Pietro in Castelvecchio. Una mostra magistrale che illustra nella sua integrità e complessità la vicenda artistica di uno dei massimi esponenti italiani del sentire medievale che costituisce la nostra comune origine.