L'ideatore è Carlo Lucarelli che spazia tra testi come "L'isola dell'angelo caduto" a polizieschi dal forte sapore nostrano anni '70: è già questo sarebbe una garanzia. Ma se una serie come Coliandro arriva alla sesta edizione, non si può non considerare nel suo successo un unico elemento autoriale. Ebbene, come mai un belloccio ispettore di stanza a Bologna, ultimo anello della sua squadra investigativa, ha conquistato tanti ammiratori sia nel pubblico delle serie tv mainstream, sia in quello più colto delle serie americane da pay? In prima istanza perché è un buon prodotto: i Manetti Bros. i fratelli-diversi registi della serie sono stati i primi a servirsi nelle inquadrature, di droni e di sequenze di immagini ordinarie con scatti improvvisi, modello Hbo.

Poi c'è la questione empatia: per il successo di una serie c'è bisogno di personaggi e ruoli ben definiti: Coliandro (Giampaolo Morelli) è il classico ispettore italiano 'fancazzista' che però mantiene una sua propria morale pubblica che fa pensare a tanti amici che abbiamo nelle forze dell'ordine che vogliono guadagnarsi lo scarso stipendio e rendersi utili per la collettività.

Coliandro ci fa vedere l'italianità

Così anche dal dirigente De Zan (Alessando Rossi), alla PM Longhi (Veronika Logan), all'ispettore Gambero (Paolo Sassanelli), alla sovrintendente omosex Berta (Caterina Silva). Per finire agli agenti Gargiulo (Giuseppe Soleri) e Buffa (Benedetta Cimatti), etc... , tutto sembra essere definito nello spirito della commedia dell'arte della fiction italiana. Allora come mai in questo spirito da Scuola elementare applicato all'Ordine pubblico molti si riconoscono? Perché il teleutente sa che la realtà del Paese Italia è questa.

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E se anche il nostro eroe Coliandro scimmiotta classici polizieschi di Eastwood ed il suo mito-eroe Harry Callaghan la risultante è quella molto italiana del donnaiolo impenitente che poi la sera resta sempre con birra e pizza acquistata dal pakistano che ha il market sotto casa. Molto poco Montalbano, per niente Schiavone, Coliandro è un eroe normale di una italianità media che comunque ha il coraggio di vivere la sua realtà andando incontro a pericoli anche non necessariamente pertinenti al suo ambito. I poliziotti che non vediamo in Tv: se non con il fratino Polizia ai magini di una conferenza stampa. Quelli che offrono caffè e pizza ai malcapitati di turno ed ai reietti di questa società sempre più classista.