Matteo Faustini è un artista sensibile, evocativo, riflessivo, gioioso seppur malinconico e divertente. Con una voce calda e profonda. Dopo l'exploit al Festival di Sanremo con “Nel bene e nel male”, in questi giorni è uscito il suo nuovo singolo “Vorrei (la rabbia soffice)”. Di questo e di molto altro ha parlato a Blasting News.

Il 'mondo delle favole' di Matteo Faustini

Domanda di rito: dove ti trovi e cosa vedi intorno a te?

“Mi trovo a Brescia, vivo sulla collina. Intorno a me ci sono alberi, alberi e alberi. Vedo tanti fiori, i daini che passeggiano nel bosco...”.

Stai veramente guardando i daini nel bosco?

“Sì! Vedo spesso gli animali! Vivo sulla Maddalena, questo monte che abbraccia la città”.

Bellissimo! Ti piace quel tipo di contesto o preferisci la città?

“Qui non ho vicini di casa quindi posso suonare quando voglio. È la mia dimensione ideale. Le città e le metropoli mi turbano. L'unica cosa che mi manca sono gli esseri umani. Non vedo l'ora di tornare a “molestare” la gente con i miei abbracci”.

Questa mattina ho ascoltato il tuo album “Figli delle favole” dove citi anche Peter Pan. Appena è finito, mi sono buttato sulla musica di Michael Jackson. C'è qualcosa che ti lega al Re del Pop?

“Incredibile! È stato lui a farmi nascere l'esigenza di dire le cose attraverso la musica, a trasformarmi in cantautore.

Anni fa ho cantato in una tribute band a lui dedicata: abbiamo girato l'intera Europa! Lo avevo sempre ascoltato, perché Michael è davvero super, ma con quell'esperienza ho apprezzato la sua abilità nel mettere tematiche importanti in canzoni orecchiabili e pop. È una cosa che ho provato a fare anch'io nel mio disco, trattando temi come il razzismo, il bullismo e l'omofobia”.

Sei un'artista emergente che per la prima volta vive tutte le fasi della pubblicazione di un disco. Che sensazioni provi quando rilasci le interviste?

“Io sono un logorroico di natura, quindi è bello e mi piace. Sono sempre stato abituato a cantare sotto la doccia, quindi mi fa strano se a certe persone interessa quello che dico.

So che lo fate di lavoro, ma io rientro nel vostro tempo ed il tempo è prezioso e voi me lo dedicate. Ancora più bello è quando ti accorgi che le domande sono molto ragionate e che avete approfondito la mia musica. Rilasciare interviste ti collega con tante persone e ti permette di parlare delle parti più profonde e meno superficiali. Ovviamente la parte più bella è stare sul palco, tant'è che non vedo l'ora di salirci per cantare e nient'altro. Mi piacerebbe fare un tour acustico”.

Il nuovo singolo 'Vorrei (la rabbia soffice)'

Il tuo nuovo singolo “Vorrei (la rabbia soffice)” sembra raccontare la tua incapacità di controllarla o di manifestarla come vorresti. È così?

“Tra le cose che vorrei migliorare c'è anche questa.

Di solito i cantanti dedicano le canzoni agli altri, mentre io ho voluto dedicare una canzone a me stesso. Mi sono detto: “adesso scrivo le qualità che vorrei possedere per diventare un essere umano migliore e come vorrei migliorare la società”.

Si percepisce chiaramente un processo di evoluzione con te stesso. A che punto sei del viaggio?

“Ho tante domande e le risposte non sono quante le domande. Siamo tutti perfettibili, forse nessuno è perfetto. Non so a che punto sono della strada ma so di essere su quella giusta e che, quando morirò, lascerò un “me stesso” migliore di quando sono arrivato”.

Hai interpretato “Uno su mille” di Gianni Morandi e la strofa “tu non sai che peso ha questa musica leggera, ti ci innamori e vivi ma ci puoi morire quando è sera” ci è sembrata particolarmente tua.

Cosa ne pensi?

“È vero. Ti ringrazio per questa domanda. La musica un po' la amo e un po' la odio, come con le persone più belle della mia vita. Che la musica non ti fa dormire la notte è molto vero: forse non capita agli ascoltatori, ma solo a chi vuole vivere di musica o di sogni simili al mio. Può succedere che arrivi ad odiarla perché ti chiedi: “ho fatto ogni tentativo, mille provini, mille esperienze, perché non ce la faccio?”. Poi sono arrivato a una conclusione: non odio la musica, ma i meccanismi che la circondano. La musica è sempre meravigliosa, è il sale di tutto. Prova a fare l'amore, a correre, a tagliare l'edera senza musica: sarà tutto diverso”.

Eppure...

“Eppure arrivi alla sera, ti metti a scrivere o a cantare canzoni tristi e la tristezza aumenta.

Questo è un mondo molto fragile. La sensibilità di rende più vicino a tutto quello che ti circonda ma al contempo molto più vulnerabile”.

Ti è già capitato di sentirti in difficoltà, in questi mesi?

“Ero sul palco di Sanremo felicissimo per il mio premio, immediatamente dopo scendo dal palco, leggo Twitter e trovo centinaia di insulti. Bisogna essere forti perché questi episodi sono un grande furto di energia. Se a me non piace un cantante, mi tengo la mia opinione ma non vado ad insultarlo sui social, anche perché l'insulto non è mai un'opinione costruttiva”.

Cosa provi, invece, quando ascolti le cover amatoriali che realizzano i tuoi fan?

Ce ne sono alcune su Facebook e YouTube!“Mi hai dato una notizia bellissima!

Non lo sapevo! Talvolta mi “taggano” su Instagram, ma sono cose molto brevi. Non ho mai ascoltato cover integrali. Comunque, saperlo è molto emozionante. Ho sofferto come un dannato su ogni singolo testo di questo disco. Sapere che ci sono esseri umani che l'hanno fatto loro, lo interpretano, prendono accordi... è bellissimo! Non mi rende felice perché nutre il mio ego, ma perché penso che ho fatto qualcosa di utile”.

Ho la sensazione che tu voglia lasciare una traccia importante in questo tuo passaggio terreno.

“Sì, è vero, ma non legata al mio nome e cognome. Dicono che niente dura per sempre. Dicono che c'è un'anima ma purtroppo non c'è una prova. Mi sono chiesto: “cosa dura per sempre?”. Sono le scelte e le conseguenze.

Voglio fare scelte positive che riecheggino su questo pianeta anche quando non ci sarò più”.

Per questo nuovo singolo uscirà anche il video?

“Forse riusciremo a lavorarci. La speranza è di pubblicarlo entro fine maggio”.

Tornando al tuo disco “Figli delle favole”, mi ha colpito l'idea di un concept album sulle favole. Della tua infanzia conosciamo alcuni aneddoti. Ripensando a quel periodo, cosa ti viene in mente?

“Sono un tipo strano... non ricordo quasi niente! Ho ricordi ma dai 15 anni in su. In generale, la mia infanzia non è stata facile. Non ho mai avuto amici, ero timido, introverso... tutto il contrario di adesso! Probabilmente l'ho passata tra musica e cartoni, niente di speciale. Sicuramente, non avendo amici, guardavo molte videocassette”.

Videocassette con i film delle favole?

“Anche. A me le favole hanno illuso, ma sono riuscito a fare tesoro delle parti che danno i maggiori insegnamenti”.

Qual era la tua favola preferita?

“Hercules”, “Mulan”, ma quella che amavo di più era “Il Gobbo di Notre Dame”. A lui volevo molto bene. Era la storia a cui mi sentivo più vicino. Le sono molto riconoscente”.

L'esperienza di Sanremo 2020

A distanza di qualche mese, se ti dico “Sanremo”, qual è la primissima cosa che ti viene in mente?

“Una porta socchiusa che si è appena aperta”.

Potremmo definire il Festival una favola?

“Sì. Una favola. Ci sono i cattivi anche nelle favole, quindi sì, con tutti i pro e contro”.

Leggendo la tua bio non figurano partecipazioni ai vari talent.

Sei uno dei pochi artisti della tua generazione a non esserci passato. È stata una scelta?

“Ovviamente no! Ho fatto diversi tentativi: tre volte Amici, tre volte X Factor... ho provato ma ho sempre avuto porte in faccia. Anche con Sanremo avevo già provato una volta”.

Cosa non funzionò?

“Probabilmente all'epoca non ero pronto. Non che adesso lo sia, ma lo sono più di prima. Con il senno di poi sono contento che con i talent sia andata così”.

Concludiamo con le nostre domande di rito. Qual è la tua canzone del cuore?

“La prima canzone di cui mi sono innamorato è “Di sole e d'azzurro” di Giorgia ma la mia canzone del cuore è “Via di qua” dalla colonna sonora de “Il Gobbo di Notre Dame”.

L'artista che ascolti più spesso in questo periodo?

“Sto ascoltando molte colonne sonore, soprattutto Ennio Morricone!”.

Il nuovo singolo di Matteo Faustini "Vorrei (la rabbia soffice)", estratto dall'album "Figli delle favole", è disponibile su tutti i digital store.

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