Il progetto “Capodimonte diffuso” prende il via nel territorio Flegreo con la ricomposizione del seicentesco Trittico Eucaristico di Agostino Beltrano, che tornerà nel Duomo di Pozzuoli. Le due tele, ritrovate nei depositi di Capodimonte nel 2022, sono state identificate e sono ora in restauro. L’Ultima Cena, la terza tela del trittico, dalla sacrestia della cattedrale, raggiungerà il laboratorio a maggio. L’iniziativa è sostenuta dalla Diocesi di Pozzuoli (fondi 8xMille) e curata dallo Studio Ermes di Iriana Suprina. Il direttore di Capodimonte, Eike Schmidt, ha evidenziato l'importanza della collaborazione per il territorio flegreo e la valorizzazione del patrimonio.

Storia e Contesto

Il Trittico Eucaristico fu commissionato nel Seicento dal vescovo Martín de León per la cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo. Le due tele ritrovate furono identificate dal professor Giuseppe Porzio. Le circostanze del loro trasferimento a Capodimonte restano incerte, non essendo chiaro se avvenne prima o dopo l’incendio del 1964 che devastò il Duomo.

Una volta restaurato, il trittico sarà ricollocato a Pozzuoli, affiancando opere di maestri del Seicento come Massimo Stanzione, Artemisia Gentileschi e Giovanni Lanfranco, riaffermando la rilevanza artistica della cattedrale.

Il Restauro e la Valorizzazione Territoriale

Il restauro, a cura dello Studio Ermes e con il sostegno della Diocesi di Pozzuoli, è monitorato dalla Soprintendenza.

La soprintendente Paola Ricciardi ha evidenziato che l’intervento restituirà una ricchezza pittorica non più leggibile. Il vescovo Carlo Villano ha definito l’operazione un segno di speranza per il territorio flegreo, che nonostante il bradisismo, desidera riappropriarsi della propria vita. L’iniziativa “Capodimonte diffuso” mira alla valorizzazione delle opere e alla loro restituzione come patrimonio identitario ai territori d’origine, promuovendo una collaborazione.