La regista iraniana Sepideh Farsi esprime un profondo rammarico: «Il popolo iraniano, nella sua determinazione a porre fine a questo regime corrotto e criminale, e che ha compiuto enormi sacrifici, sembra essere stato dimenticato dai leader di questo nuovo ordine mondiale». Un riferimento diretto alla rivolta popolare iniziata il 28 dicembre 2025 e al «massacro del regime dell’8 e 9 gennaio, che ha causato la morte di decine di migliaia di manifestanti pacifici».

Farsi, classe 1965, arrestata a 16 anni e rifugiatasi a Parigi a 18, sottolinea la sua resilienza: «Cerco di mantenere la speranza nonostante tutto questo caos, che si arrivi alla pace e a un Iran democratico, al di là di questo regime barbaro, ma costruito da mani iraniane e non da ‘salvatori stranieri’.

Resto fermamente convinta che le bombe non portino la democrazia».

La cineasta, autrice di circa una quindicina tra documentari, fiction e opere d’animazione, ha ricordato il suo impegno nella denuncia con il documentario Put Your Soul On Your Hand And Walk. L’opera racconta la Striscia di Gaza attraverso dialoghi via videochiamata con la fotoreporter palestinese Fatma Hassona, uccisa nell’aprile 2025. Il film, già proiettato al Festival di Cannes e premiato ai Lumière Awards e al Montreal Festival of New Cinema, è ora disponibile in Italia in noleggio su Wanted Cinema.

Contesto della rivolta in Iran

Le proteste, definite da Farsi «rivolta popolare», sono scaturite il 28 dicembre 2025 in reazione a un forte peggioramento delle condizioni economiche.

Inflazione, aumento del costo della vita e crisi valutaria hanno spinto commercianti e studenti a manifestare in diverse città iraniane. La mobilitazione si è rapidamente estesa a livello nazionale, configurandosi come il più ampio movimento anti-regime dall’instaurazione della Repubblica Islamica nel 1979.

Il regime ha reagito con una repressione durissima, caratterizzata da blackout di Internet e attacchi armati contro civili. Le stime parlano di migliaia di morti tra i manifestanti, con alcune organizzazioni che indicano un bilancio delle vittime potenzialmente tragico, segnando una profonda frattura nella storia politica e sociale del Paese.

L’impegno artistico di Sepideh Farsi

Sepideh Farsi appartiene alla diaspora iraniana che, attraverso il cinema, denuncia le violazioni dei diritti umani e sostiene il desiderio di cambiamento interno.

Dopo i precedenti lavori Teheran Without Permission (2009) e Red Rose (2014), dedicato al Movimento Verde, ha realizzato Put Your Soul On Your Hand And Walk. Il documentario narra con delicatezza la vicenda della giovane fotoreporter palestinese Fatma Hassona, tragicamente scomparsa in un attacco drone.

Il messaggio centrale della regista ribadisce la necessità che la democrazia sia costruita dal popolo iraniano stesso, «con mani iraniane», rifiutando imposizioni esterne. Un appello a mantenere viva la speranza, nonostante il dolore e la violenza che stanno attraversando il Paese.