Il biopic Michael, diretto da Antoine Fuqua, debutta nelle sale il 22 aprile, con un budget di circa 155 milioni di dollari e distribuito da Universal. Presentato in anteprima mondiale a Berlino, il film ripercorre la vita di Michael Jackson, il re del pop, dall'infanzia con i Jackson 5 nel 1966 fino al concerto londinese del 1988, durante l'apice dell'era Bad. Il nipote della popstar, Jaafar Jackson, figlio di Jermaine, fa il suo esordio cinematografico nel ruolo del protagonista, interpretando lo zio in un arco temporale significativo della sua carriera.

Il cast include Colman Domingo nei panni del padre Joe Jackson, Nia Long in quelli della madre Katherine, Kendrick Sampson come Quincy Jones e Miles Teller nel ruolo dell’avvocato John Branca. Il giovane Juliano Valdi offre un'interpretazione convincente di Michael da bambino. La narrazione si concentra sulla carriera e le esibizioni iconiche, offrendo un omaggio al genio musicale di Jackson. Un momento particolarmente toccante mostra Michael bambino che, stanco delle pressioni e del controllo del padre Joe, descritto come autoritario e talvolta violento, si rifugia nella lettura sognando di essere come Peter Pan, l'eterno bambino libero.

Spettacolo e scelte narrative

La pellicola adotta un approccio prevalentemente agiografico, privilegiando la spettacolarità delle coreografie e delle performance rispetto a un approfondimento intimo dei personaggi.

Le vicende più controverse della vita di Jackson sono solo accennate, con la produzione che ha scelto di non soffermarsi su episodi drammatici. In particolare, la parte conclusiva del film, che avrebbe dovuto trattare le accuse di molestie sui minori affrontate da Jackson nel 1993 (e per le quali fu assolto nel 2005), è stata modificata a causa di "cavilli legali", eliminando la trattazione diretta di tale tematica. Il messaggio finale "la storia continua" suggerisce l'intenzione di esplorare ulteriori aspetti in futuri sequel.

La preparazione di Jaafar Jackson per il ruolo ha richiesto oltre due anni, con un impegno notevole nella replica del canto, del ballo e della voce dello zio. Tuttavia, la sua interpretazione, soprattutto nella parte adulta del film, non sempre riesce a conferire la necessaria profondità psicologica al personaggio.

La produzione, coprodotta da Graham King, John Branca e John McClain della Michael Jackson Estate, ha curato con grande attenzione la ricostruzione filologica delle coreografie, dei costumi e degli show dal vivo, garantendo un'esperienza visiva fedele all'iconografia dell'artista.

L'eredità di un'icona

Michael Jackson, nato a Gary, Indiana, nel 1958 e scomparso nel 2009 all'età di cinquant'anni, fu una delle figure più influenti nella storia della musica pop mondiale. La sua carriera iniziò con i Jackson 5, un gruppo di fratelli che lasciò un segno indelebile nella storia della Motown, per poi esplodere come solista con album di successo come Thriller, Bad e Dangerous. La sua iconografia distintiva, caratterizzata da guanti scintillanti, passi di danza rivoluzionari come il moonwalk e video musicali visionari, ha profondamente influenzato il linguaggio visivo del pop del Novecento.

Il biopic di Fuqua si inserisce nella tradizione dei film dedicati ai grandi musicisti, distinguendosi per il coinvolgimento diretto della famiglia Jackson nella produzione e per la scelta di un casting che rispecchia le dinamiche familiari del cantante. La decisione di limitare la trattazione delle vicende più controverse e di enfatizzare le performance e la spettacolarità riflette una chiara linea editoriale, volta a valorizzare l'immensa eredità artistica di Jackson, che rimane uno degli artisti più premiati e celebrati a livello internazionale.