Il Festival di Cannes non intende fare marcia indietro sulla storica politica del “no selfie” durante la Montée des Marches, nonostante la recente collaborazione con Meta e la presenza di creator equipaggiati con smart glasses per produrre contenuti dal red carpet.
A ribadirlo è stato Thierry Frémaux, che ha confermato il mantenimento del divieto: secondo il Festival, i selfie rallentano la salita sul tappeto rosso, generano disordine e finiscono per compromettere la solennità del momento. Inoltre, la misura serve anche a limitare la diffusione di immagini improvvisate o scatti rubati, ritenuti lontani dagli standard estetici garantiti dai fotografi professionisti.
La partnership con l’azienda di Mark Zuckerberg — proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp — non punta infatti a incentivare i selfie, ma si concentra su progetti legati alla creatività digitale e ai contenuti immersivi.
Introdotto nel 2018 e spesso giudicato anacronistico nell’epoca dominata dai social network, il divieto continua però a rappresentare un elemento distintivo dell’identità del Festival. Chi tenterà di ignorarlo potrà essere immediatamente richiamato dagli addetti alla sicurezza o addirittura allontanato dal tappeto rosso. Le celebrità potranno continuare a fotografarsi in altre aree della manifestazione, ma non sulla celebre scalinata che conduce al Grand Théâtre Lumière, simbolo delle première più attese di Cannes.
Intelligenza artificiale e la visione del Festival
Il coinvolgimento di Meta include progetti creativi come il documentario ‘John Lennon: The Last Interview’, realizzato con strumenti di intelligenza artificiale di Meta per la creazione di contenuti visivi. Tuttavia, la direzione del Festival ha ribadito l’importanza della creatività umana, sottolineando che l’innovazione tecnologica non deve sostituire il contributo artistico delle persone. Il divieto di selfie resta quindi un simbolo della volontà di Cannes di mantenere un equilibrio tra tradizione e innovazione.