Il Festival di Cannes ha ospitato la prima mondiale di "John Lennon: The Last Interview", il nuovo documentario di Steven Soderbergh. Realizzato in collaborazione con Meta e con il supporto dell’intelligenza artificiale, il film ripercorre la celebre intervista concessa da Lennon poche ore prima della sua tragica uccisione, avvenuta l’8 dicembre 1980 davanti al Dakota Building di New York. Questa intervista, già nota agli appassionati e riascoltabile su YouTube, viene ora proposta attraverso una nuova lente cinematografica.

La scelta del regista è stata quella di utilizzare un vasto repertorio di immagini pubbliche e private, filmati amatoriali e spezzoni di concerti, alternando il tutto con la voce inconfondibile dell'ex Beatles e gli interventi di Yoko Ono.

L’effetto, evidenziato durante la proiezione, è quello di suscitare forti emozioni grazie alla potenza e all'attualità delle parole di Lennon. Egli si espresse su temi universali come la politica, la paternità, le relazioni di coppia, il femminismo e l’importanza della vita oltre il lavoro. Il montaggio originale, che include l’uso dell’intelligenza artificiale per una componente dichiarata da Soderbergh come "il 10% della pellicola", rende il messaggio ancora più vivido.

Nell’intervista, realizzata da una piccola troupe della radio KFRC di San Francisco nell’appartamento al Dakota Building, Lennon si mostrò particolarmente aperto. Concessa in occasione dell’uscita dell’album Double Fantasy, l'artista discusse di temi a lui cari con uno stile confidenziale e profondo.

Tra le frasi più significative spicca la dichiarazione: “Non abbiamo bisogno di leader guida popolo, di politici ipnotizzanti dai poteri soprannaturali, perché siamo noi, con le nostre comunità, con la società civile responsabili di migliorare il mondo, di vivere in pace”.

Non mancarono momenti dedicati alla sua vita privata. Lennon raccontò la sua quotidianità di padre, descrivendo come si svegliava alle sei, preparava la colazione per il figlio Sean, lo accompagnava a scuola e si dedicava al lavoro in orari definiti, cercando un equilibrio tra vita personale e artistica. La sua relazione con Yoko Ono, artista giapponese avanguardista conosciuta alla galleria Indica di Londra, fu ricordata come un elemento ispiratore per la sua evoluzione personale e creativa.

Una nota curiosa emerse quando Lennon affermò di apprezzare la disco music.

Il tributo a Lennon e le presenze a Cannes

Alla proiezione a Cannes erano presenti figure centrali della storia dei Beatles. Tra queste, Peter Jackson, regista del documentario "Get It Back", dedicato al backstage del disco Let It Be e al famoso concerto londinese sui tetti della Apple. Sean Lennon, figlio di John e Yoko Ono, inviò una lettera letta in sala, nella quale descrisse il film di Soderbergh come "più di un documentario ma di fatto una lunga canzone" del padre, sottolineando l’emozione e il valore personale dell’operazione. Il documentario, inoltre, richiama l’attenzione sulle diverse modalità con cui memoria, tecnologia e narrazione si intrecciano oggi nella ricostruzione di biografie iconiche.

Steven Soderbergh: carriera e visione artistica

Steven Soderbergh è una figura di primo piano nel panorama cinematografico internazionale, già insignito della Palma d’Oro a Cannes nel 1989 con "Sex, Lies, and Videotape". Nel corso di oltre trentacinque anni di carriera, ha presentato numerosi lavori al festival, tra cui "King of the Hill", "The Limey", "Che" – con Benicio del Toro – e "Behind the Candelabra". Il suo metodo si distingue per la capacità di fondere tecniche narrative e montaggio innovativo, ibridando generi e linguaggi, come già dimostrato in precedenti documentari musicali.

In "John Lennon: The Last Interview", la scelta di utilizzare la generative AI assume un valore funzionale, limitandosi a supportare la narrazione per restituire integralmente il clima, le parole e il pensiero dell’artista poche ore prima della sua morte.

Il documentario offre per la prima volta al pubblico la registrazione completa di quell’intervista, inserita nel contesto storico e arricchita dalle testimonianze di chi era presente in quel momento. Il film di Soderbergh rappresenta così non solo un tributo personale a Lennon, ma anche una riflessione sulle possibilità della memoria e sulle nuove forme di narrazione offerte dalla tecnologia. Cannes si conferma un luogo di incontro tra il passato musicale, le nuove tecnologie e le grandi narrazioni cinematografiche contemporanee.