Il restauro della Basilica di Santa Maria del Carmine a Firenze, un intervento cruciale per il patrimonio artistico dell'Oltrarno, è stato concluso in anticipo e inaugurato il 16 giugno 2026. Finanziato con tre milioni di euro provenienti dai fondi PNRR, il progetto ha restituito l'antico splendore alle cappelle interne del transetto e del coro, caratterizzate da elementi barocchi, rococò e tardo settecenteschi.
L'intervento ha interessato in modo specifico la Cappella maggiore, che include il coro e il cenotafio Soderini in marmo bianco del primo Cinquecento.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla seicentesca Cappella Corsini, considerata l'esordio del barocco romano a Firenze, con le sue pale marmoree di Giovanni Battista Foggini nel transetto sinistro. Sono state restaurate inoltre le quattro cappelle settecentesche del transetto: Bonsi, del Crocifisso, della Comunione e Nerli. Queste ultime, prima dei lavori, presentavano danni significativi dovuti alla percolazione d'acqua dalle coperture, oltre a diffusi depositi superficiali. Il restauro ha riportato alla luce la ricchezza delle pitture murali, degli elementi lapidei, degli stucchi monocromi e policromi, e degli inserti in legno dorato che le adornano.
La soprintendente per Firenze e Prato, Antonella Ranaldi, ha sottolineato come l'intervento sulle superfici interne sia stato possibile grazie a precedenti lavori sul tetto.
I lavori, avviati a marzo del 2025, si sono conclusi prima del previsto, evidenziando una sinergia esemplare tra il Fondo Edifici di Culto (FEC), il Provveditorato alle opere pubbliche e la Soprintendenza. Questa collaborazione rappresenta un modello di efficienza tra diverse articolazioni dello Stato, coinvolgendo i ministeri dell'Interno, delle Infrastrutture e della Cultura. Alessandro Tortorella, direttore generale del FEC, ha espresso orgoglio per il completamento anticipato, definendolo un successo non solo per il Fondo ma per l'intera collettività. La Basilica del Carmine è il primo di nove interventi conclusi a Firenze e provincia, per un investimento complessivo di quindici milioni di euro del PNRR.
Tra le altre opere in fase di ultimazione figurano siti prestigiosi come Santa Maria Novella, Maddalena dei Pazzi, San Marco e San Gaggio.
Storia e architettura della Basilica del Carmine
La chiesa di Santa Maria del Carmine, situata in piazza del Carmine nell’Oltrarno fiorentino, fu fondata dai frati carmelitani nel 1268 come parte di un convento tuttora esistente. La basilica fu ampliata nel corso del XIV secolo (1328) e del XV secolo (1464), con l'aggiunta della sala capitolare e del refettorio, e completata nel 1476.
Un devastante incendio nel 1771 distrusse quasi completamente l'interno, risparmiando solo la sagrestia, la Cappella Corsini e la celebre Cappella Brancacci. La ricostruzione interna, affidata agli architetti Giuseppe Ruggieri per il progetto e Giulio Mannaioni per la direzione dei lavori, iniziò nel 1775 e si concluse nel 1782, mentre la facciata rimase incompiuta.
La struttura attuale presenta una pianta a croce latina con un'unica navata e cinque altari per lato, con una lunghezza di ottantadue metri, una larghezza di quindici metri e un'altezza della cupola di trentaquattro metri. All'interno si conserva la Cappella Brancacci, affrescata da Masaccio e Masolino e successivamente completata da Filippino Lippi, considerata uno degli esempi più emblematici della pittura rinascimentale.
L'importanza del restauro per il patrimonio fiorentino
Il restauro della Basilica del Carmine si inserisce nel più ampio programma finanziato dal PNRR, volto alla valorizzazione del patrimonio artistico toscano gestito dal Fondo Edifici di Culto. L'intervento ha affrontato in particolare il problema delle infiltrazioni d'acqua nelle superfici interne, una criticità comune negli edifici storici con coperture datate, permettendo di ripristinare l'organicità stilistica tra elementi seicenteschi, rococò e tardo settecenteschi.
La proficua collaborazione tra il Ministero dell'Interno, il Ministero delle Infrastrutture e il Ministero della Cultura ha garantito il rispetto delle tempistiche e degli standard progettuali, rendendo questo intervento un modello di riferimento per gli altri otto cantieri fiorentini. Il recupero della Cappella Corsini, anch'esso completato in anticipo, testimonia l'efficace gestione dei fondi pubblici destinati alla cultura.
Questo restauro restituisce l'integrità estetica di elementi decorativi e opere in marmo, fondamentali per l'identità storica e artistica della basilica. Permette ai visitatori di apprezzare appieno il valore dell'architettura barocca e rococò fiorentina, inserita nella cornice di un edificio che custodisce capolavori rinascimentali senza tempo come quelli della Cappella Brancacci.