La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2026 ospita un'intensa competizione: sedici titoli internazionali si confrontano con il quintetto italiano, composto dai registi Moretti, Bechis, Pallaoro, Strippoli e De Angelis. Un filo conduttore unisce le opere in concorso: il racconto del presente, segnato da conflitti, paure e trasformazioni. Tra i nomi di spicco al Lido figurano Danny Boyle, Lee Chang-dong, Werner Herzog, Martin McDonagh, Hirokazu Kore-eda, Florian Zeller e Nicolas Pariser, tutti impegnati a esplorare tematiche di politica, memoria, guerra, crisi familiari, lavoro e identità.
I Film Internazionali in Concorso
Il film d’apertura è “Ink” di Danny Boyle, con Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Adattamento dell'opera teatrale di James Graham, ripercorre l’acquisizione del quotidiano britannico The Sun da parte di Rupert Murdoch nel 1969, trasformandosi in un fenomeno editoriale.
Dalla Corea, Lee Chang-dong presenta “Possible Love”, produzione Netflix ispirata al Decalogo di Kieslowski. Il film narra l'intreccio delle vite di due coppie: Ho-seok, operaio disoccupato, e Mi-ok; Sang-woo, documentarista, e Ye-ji. Selezionata per gli Oscar 2027.
Werner Herzog porta “Bucking Fastard”, con Kate Mara, Rooney Mara, Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. L'opera si ispira alla storia vera delle gemelle Freda e Greta Chaplin, note per un ordine restrittivo ottenuto contro un uomo con cui entrambe ebbero una relazione.
In “Primetime” di Lance Oppenheim, Robert Pattinson interpreta il giornalista Chris Hansen. La trama si concentra sul suo lavoro nel 2006 per il format “To Catch a Predator”, basato su operazioni sotto copertura e telecamere nascoste.
Infine, “DAU” di Ilya Khrzhanovsky racconta la figura di Lev Landau, scienziato sovietico che contribuì alla creazione della prima bomba atomica sovietica, esplosa nel 1949. Protagonista il direttore d’orchestra greco Teodor Currentzis.