Adria Arjona è la protagonista di Onslaught – Assalto finale, l’action-thriller diretto da Adam Wingard che arriverà nelle sale italiane a partire dall’1 ottobre, distribuito da I Wonder Pictures. L’attrice veste i panni di Celeste, una madre single ed ex cecchina che vive in una comunità isolata, immersa nel vasto e inospitale deserto del New Mexico. La trama del film la vede affrontare una minaccia inaspettata: tre supersoldati geneticamente modificati, fuggiti da una base governativa segreta, la costringono a mettere in gioco tutte le sue abilità per proteggere la figlia Daisy.
Celeste: una madre oltre gli stereotipi
Nell’intervista rilasciata il 30 settembre 2026, Arjona ha delineato il suo personaggio come una donna profondamente segnata dal suo passato militare, costretta a riscoprire e utilizzare capacità che credeva di aver lasciato definitivamente alle spalle. Il fulcro narrativo del film, come sottolineato dall’attrice, è il profondo e complesso rapporto tra madre e figlia. Tuttavia, Arjona ha voluto evitare l’immagine stereotipata della maternità perfetta, presentando Celeste come una figura ricca di contraddizioni e ben lontana da ogni idealizzazione. È proprio questa sua complessità a permettere alla protagonista di evolversi e crescere significativamente durante la fuga, trasformando la difesa della bambina non in un semplice atto eroico, ma in una potente spinta alla sua personale trasformazione.
La giovane Blake Kennedy, che interpreta Daisy, ha condiviso numerose scene d’azione con Arjona, la quale ha dedicato particolare attenzione alla sicurezza della sua giovane co-star, lavorando meticolosamente su ogni movimento e caduta.
Le sfide delle riprese e l'impegno fisico
La preparazione per il ruolo ha richiesto un addestramento tattico intenso, la padronanza di acrobazie complesse e un notevole impegno mentale. Uno degli aspetti più ardui per Arjona è stato l’uso costante di una benda sull’occhio, un elemento scenico che riduceva drasticamente la sua visione periferica durante le sequenze più dinamiche, causandole frequenti vertigini. A queste difficoltà si sono aggiunte le condizioni estreme delle riprese: la maggior parte delle scene è stata girata di notte nel deserto, con temperature estremamente basse che hanno portato a interruzioni dovute anche al congelamento dell’attrezzatura tecnica.
Il film, una produzione A24, si distingue per la sua combinazione di azione frenetica, tensione da thriller psicologico e un ritmo incalzante tipico dei midnight movie. Questo progetto segna anche il ritorno di Adam Wingard a un cinema di genere più puro ed essenziale, dopo le sue esperienze con le grandi produzioni legate al franchise di Godzilla.
Il film e le paure del presente
Dietro la corsa disperata nel deserto, Arjona ha individuato temi che rispecchiano le paure più attuali della società contemporanea. Il film tocca argomenti come l’intelligenza artificiale, la manipolazione genetica e la percezione della violenza, in particolare negli Stati Uniti. L’idea di soldati potenziati e fuori controllo, che rappresentano una minaccia incombente, non rimane confinata alla mera finzione cinematografica. L’attrice suggerisce che l’inquietante vicinanza tra le minacce rappresentate nel film e le sfide del mondo reale rende la narrazione particolarmente risonante e attuale per il pubblico.