Mauro Corona torna in libreria con Felice, un nuovo romanzo edito da Bompiani, interamente dedicato al fratello maggiore. Il libro ripercorre la storia di Felice, scomparso tragicamente nel 1968 in Germania, poco prima di compiere diciotto anni. L'opera, che si estende per 208 pagine e ha un prezzo di 20 euro, sarà disponibile nelle librerie a partire dal 15 settembre 2026. L'autore presenterà il suo lavoro al pubblico il 20 settembre 2026, durante l'evento Pordenonelegge, presso il Palafumetto, con inizio alle ore 17:30.

Il cuore del romanzo è la figura di Felice Corona, il fratello maggiore di Mauro, che partì per la Germania con la speranza di trovare fortuna.

Nel racconto che anima il libro, Felice aveva promesso ai suoi fratelli che avrebbe guadagnato abbastanza denaro per acquistare un bell'abito e che avrebbe portato un orologio a Mauro. Tuttavia, la sua vicenda si concluse drammaticamente pochi mesi dopo la partenza: il giovane fu ritrovato senza vita sul bordo di una piscina, in circostanze che rimangono avvolte nel mistero.

Il dialogo immaginato e la scoperta di sé

Attraverso le pagine di Felice, Mauro Corona costruisce un intenso dialogo immaginario con il fratello dall'aldilà. In questo confronto narrativo, Felice non lesina parole dure e dirette, diventando uno specchio impietoso attraverso cui lo scrittore è costretto a confrontarsi con le parti più complesse e dolorose della propria esistenza.

Corona stesso definisce il romanzo come una forma di autodenuncia e di profondo esame interiore, affermando: “Mio fratello, morto quasi 60 anni fa, è riuscito a farmi vedere come sono”.

Lo scrittore descrive il rapporto con Felice come intrinsecamente conflittuale. Nato nel 1951, Felice aveva una visione della vita profondamente diversa da quella di Mauro e nutriva una particolare predilezione per i vestiti eleganti. Corona ricorda di averlo talvolta costretto a compiere azioni che non avrebbe desiderato e di aver vissuto il loro legame con atteggiamenti di dominio. Nel libro, questo confronto con il fratello non solo scuote l'autore, ma gli permette anche di riportare simbolicamente Felice a casa, come testimonia la sua riflessione: “Felice mi ha messo al tappeto e nello stesso tempo lo ho riavvicinato a me”.

Famiglia, memoria e l'influenza della montagna

La narrazione del romanzo si intreccia profondamente con la vicenda familiare e la memoria dell'infanzia. Il libro evoca le figure di Felice, Mauro e Richeto bambini, in un periodo segnato dall'improvviso allontanamento della madre e dalla presenza ingombrante del padre. Nella ricostruzione editoriale emergono anche le maestose cime delle Dolomiti e una piccola biblioteca di libri, elementi indicati come centrali nella formazione personale e intellettuale di Mauro. L'altro fratello, Richeto, nato nel 1956, viene ricordato con delicatezza come un bambino di natura fragile.