A La Maddalena, il 26 settembre 2026, il Premio Solinas ha ospitato un panel sul legame potente tra letteratura, cinema e serialità. Al centro la ricerca “Dallo schermo alla pagina”, realizzata per Netflix, che analizza l’impatto delle produzioni audiovisive sulle vendite dei libri e sulle abitudini dei lettori. Il lavoro, già presentato al Salone del Libro di Torino, è stato discusso con autori e sceneggiatori ed è stato presentato da Luisa Cotta Ramosino, direttrice delle serie Netflix Italia.
Il percorso indicato dalla ricerca parte da adattamenti e titoli legati alla storia del cinema e delle serie: La valle dell’Eden da John Steinbeck, con Florence Pugh dal primo ottobre, un nuovo Orgoglio e pregiudizio da Jane Austen dal 3 dicembre, Cent’anni di solitudine, La casa nella prateria, La Freccia Nera e l’Odissea.
Il quadro evidenzia un legame tra pagina e schermo che riguarda editoria e audiovisivo, e che la ricerca collega alla crescita del mercato editoriale.
Il confronto tra opere originali e adattamenti
Nel panel è intervenuta la sceneggiatrice Doriana Leondeff, il cui ultimo lavoro con Silvio Soldini è stato il film Le Assaggiatrici, tratto dal romanzo di Rosella Postorino. Leondeff ha ricostruito il cambiamento nel rapporto tra opere originali e opere letterarie: “La letteratura ha segnato la storia del cinema italiano, ma se anni fa il 70-80% delle produzioni avevano oggetti originali e il restante 20-30% era da opere letterarie, ora questo rapporto si è più che ribaltato”.
Nel confronto è entrato anche il produttore Riccardo Tozzi, che ha richiamato il libro come materiale di partenza per l’audiovisivo.
Tozzi ha ricordato di aver acquistato diritti di libri prima che diventassero bestseller, citando Romanzo Criminale come esempio. Il panel ha inserito il tema dentro l’ecosistema editoriale italiano, anche con il ritorno di attenzione per i classici: l’Odissea dopo il film di Nolan e Il Gattopardo di.