Il regista israeliano Amos Gitai, alla 83ª Mostra del cinema di Venezia con il film fuori concorso The Road to Jericho, ha risposto il 5 settembre 2026 alla domanda sulla presenza della bandiera palestinese al Lido. Alla richiesta, legata alla presenza di film di autori palestinesi, Gitai ha dichiarato: “Lasciamo che tutte le bandiere siano unite”.
The Road to Jericho connette materiali d’archivio e voci di Samuel Fuller, Jeanne Moreau, Arthur Miller e Yitzhak Rabin alla realtà dei beduini di Khan El Ahmar, minacciati di sgombero dai coloni lungo la strada per Gerico.
Il film e il dialogo
Gitai ha definito il suo lavoro un poema politico, realizzato in un contesto descritto come ostile e tossico. Ha posto il dialogo come tema centrale, contrapponendolo a scontro e odio reciproco. Ha spiegato di non vedere il Medio Oriente diviso da figure opposte, ma come un luogo dove le persone sono attraversate da entrambe le dimensioni.
Il regista ha apprezzato la decisione di Alberto Barbera e della Commissione di presentare il film alla Mostra, anche all'ultimo momento, collegandola al valore del festival e al suo obiettivo di dialogo civile. Sulla pace, si è detto non ottimista per non apparire ingenuo, definendo la situazione "molto brutta".
La politica israeliana
The Road to Jericho è stato presentato da Gitai come un lamento per il Paese che ama.
Ha dichiarato di non condividere la politica del suo Paese, motivando tale distanza con la fiducia nel potere della forza. Ha osservato che, quando la forza fallisce, alcuni desiderano usarne sempre di più.
La domanda sulla bandiera palestinese si inserisce nell'avvio dell'83ª Mostra del cinema di Venezia, inaugurata il 2 settembre 2026. Il collettivo Venice4Palestine ha diffuso una lettera.