Il regista russo dissidente Ilya Khrzhanovsky ha presentato il suo film Dau alla 83ª Mostra del Cinema di Venezia il 9 settembre 2026. L'opera in concorso aveva suscitato polemiche prima dell'avvio del festival: il governo ucraino l'aveva definita uno strumento di propaganda per Mosca. Accuse prontamente respinte dal direttore della Mostra, Alberto Barbera, e dallo stesso cineasta.
Alla conferenza stampa di debutto, l'attenzione si è concentrata sulle controversie e sulla posizione del regista riguardo alla guerra. Khrzhanovsky ha dichiarato: "La mia posizione sulla guerra è sempre stata molto chiara, da ancor prima dell'invasione del 2022".
Ha inoltre spiegato di aver rinunciato alla cittadinanza russa per protesta contro la politica della Federazione Russa e il conflitto.
La visione sull'Ucraina e l'evoluzione del progetto "Dau"
Khrzhanovsky ha descritto l'Ucraina come un Paese in una guerra terribile e sanguinosa da oltre quattro anni. Ha espresso la convinzione che "sopravvivrà, resterà forte, conserverà la propria indipendenza e avrà un futuro migliore". Ha concluso con un augurio al governo ucraino: "Che salvi il Paese e vinca questa guerra".
Per il regista (nato nel 1975), l'arrivo di Dau a Venezia chiude un progetto multidisciplinare di oltre vent'anni. Le riprese principali si sono concluse nel 2011, quindici anni prima della presentazione.
Successivamente, Khrzhanovsky si è dedicato alla dimensione artistica del progetto (installazioni, pubblicazioni). Alcune riprese recenti non hanno alterato la struttura iniziale, pur con una percezione evoluta del contesto.
"Dau": dalla biografia di Landau al totalitarismo sovietico
Dau nasce come biografia del fisico premio Nobel Lev Landau, interpretato dal direttore d'orchestra e attore greco-russo Teodor Currentzis. Landau contribuì alla creazione della prima bomba atomica. Il progetto, pur partendo da questa figura, si è evoluto in un vasto affresco sul totalitarismo sovietico, offrendo una complessa riflessione su uno dei periodi più controversi del XX secolo.