Il rapper R&B Chris Brown è stato condannato a otto mesi con la condizionale dalla Southwark Crown Court di Londra il 26 ottobre 2026, per l'aggressione a un produttore musicale in una discoteca nel febbraio 2023. L'artista, 37 anni, eviterà il carcere dopo l'ammissione di colpevolezza resa nel procedimento.
La pena, illustrata dal giudice Tony Baumgartner, è sospesa per 12 mesi. L'ammissione di colpevolezza ha inciso sulla pena finale, con uno sconto. Il procedimento riguardava il reato di affray, per il quale Brown si era dichiarato colpevole a luglio.
Il procedimento giudiziario e i coimputati
Un esito analogo ha riguardato anche Omololu Akinlolu, noto come Hoody Baby e indicato quale complice di Brown. Akinlolu, 40 anni e suo vocal coach, si è dichiarato colpevole dello stesso reato. Per lui, la Southwark Crown Court ha disposto una condanna a quattro mesi con la condizionale, sospesa per 12 mesi.
Il caso è giunto alla sentenza dopo l'arresto di Brown a Manchester. L'artista era stato fermato di notte in un hotel di lusso, su ordine di Scotland Yard, per una denuncia della polizia. Il 21 maggio 2025, Brown è stato rilasciato su cauzione di 5 milioni di sterline, tornando libero per un tour europeo di 10 tappe nel Regno Unito.
I dettagli dell'aggressione del 2023
La denuncia è stata presentata dal produttore Abe Diaw. L'episodio risale al 19 febbraio 2023 in un locale di Hanover Square. Secondo la parte offesa, l'aggressione è avvenuta nel nightclub Tape, a Mayfair. Diaw ha sostenuto di essere stato colpito alla testa con una bottiglia e aggredito con pugni e calci, con perdita dei sensi e successivo ricovero in ospedale.
La ricostruzione contestata nel procedimento indica che Brown avrebbe usato una bottiglia di vetro per colpire la testa della vittima. La procura ha collegato alla stessa vicenda anche la posizione di Akinlolu.