Il Teatro della Tosse inaugura la sua nuova stagione con la prima nazionale di "A cena con Macbeth", uno spettacolo che offre una rilettura intensa del capolavoro shakespeariano. Con drammaturgia e regia di Emanuele Conte, l'opera sarà in scena a Genova da giovedì 15 a domenica 25 ottobre 2026, proponendo al pubblico un'immersione profonda nei temi del potere, della colpa e della violenza.

La messinscena si distingue per la sua dimensione centrata sul banchetto e sulla colpa, trasformando le iconiche streghe in cuoche, impegnate a preparare non solo una cena, ma anche la trama stessa della tragedia.

Questa prospettiva innovativa pone al centro il rapporto intrinseco tra ambizione, responsabilità morale e le sue brutali conseguenze.

Lo spettacolo è ospitato nella suggestiva Sala Aldo Trionfo del Teatro della Tosse, situata in piazza Negri 6. Dopo l'apertura del 15 ottobre, le repliche proseguiranno fino al 25 ottobre, con rappresentazioni da martedì a sabato alle ore 20.30 e la domenica alle ore 18.30. La produzione, pur essendo una rielaborazione, mantiene il testo shakespeariano come base fondamentale, con interventi minimi volti a esaltarne la materia più oscura e concentrata.

Il cast, attentamente selezionato, vede Ludovica Baiardi interpretare Lady Macbeth, mentre Raffaele Barca veste i panni di Macbeth.

Completano il cast Alessandro Bergallo (il portiere), Pietro Fabbri (Re Duncan), Marco Rivolta (Malcolm), Graziano Sirressi (Macduff) e Matteo Traverso (Banquo). Le tre streghe, figure chiave della narrazione, sono affidate a Graziano Sirressi, Pietro Fabbri e Marco Rivolta. Questa scelta scenica rinuncia all'aura fantastica tradizionale, collocando la loro presenza all'interno di una cucina teatrale, strettamente legata alla preparazione del fatidico banchetto.

Emanuele Conte approda a questa rilettura di Macbeth dopo aver esplorato, l'anno precedente, l'opera "Ubu Re" di Alfred Jarry, una parodia grottesca del potere. Il legame tra questi due percorsi artistici risiede nell'indagine su come l'ambizione politica possa generare azioni brutali e crudeli.

Il regista descrive "A cena con Macbeth" come un "viaggio al buio nei recessi della colpa", evidenziando l'intento di non tradire l'essenza di Shakespeare, ma di far emergere con maggiore forza la sua dimensione più cupa e introspettiva.

Il banchetto come spazio della tragedia

L'intera concezione scenica si sviluppa attorno al banchetto, uno dei momenti più drammatici e simbolici dell'opera shakespeariana. La tavola non è solo un elemento scenografico, ma diventa il fulcro dove potere, delitto, paura e ossessione si manifestano in tutta la loro crudezza, senza elementi fantastici dominanti. Le streghe, trasformate in cuoche, preparano la cena e, metaforicamente, intessono la trama del destino dei personaggi.

Il gesto culinario, in questa interpretazione, sostituisce il rito magico, rendendo la costruzione della violenza più tangibile e concreta. La regia si focalizza così sulla psicologia dei personaggi e sulle dinamiche umane della tragedia.