L'antica città romana di Aquinum, situata nell'area archeologica di Castrocielo, continua a svelare i suoi segreti: la diciottesima campagna di scavo condotta dall'Università del Salento ha infatti riportato alla luce due eccezionali reperti archeologici. Si tratta di un cippo decorato e di un altare votivo marmoreo, la cui scoperta è stata annunciata il 4 ottobre 2026 e presentata al pubblico in occasione del Weekend dell'Archeologia, evento che ha segnato la conclusione della stagione di ricerca nel sito. Queste nuove acquisizioni arricchiscono ulteriormente la comprensione di un settore dell'antica città già oggetto di precedenti indagini da parte dell'ateneo salentino.

Il primo dei due ritrovamenti è un cippo decorato, un monumento che in epoca romana fu riutilizzato come elemento della pavimentazione, posizionato in prossimità di uno degli incroci principali dell'antica città. Su di esso compare il nome del probabile dedicante, identificato come Caius Ammius Cammarus. L'apparato figurativo del cippo è particolarmente ricco e dettagliato, includendo ghirlande, festoni e bucrani. Una caratteristica di grande interesse è la rappresentazione di tre animali distinti sullo stesso monumento: un bue, un montone e un maiale, elementi che rivestono un significato profondo nel contesto dei riti romani.

Il cippo e il richiamo al suovetaurilium

La raffigurazione dei tre animali sul cippo – il bue, il montone e il maiale – richiama in modo inequivocabile la triade sacrificale del suovetaurilium, uno dei riti più solenni e significativi della religione romana.

Questo antico rituale prevedeva l'immolazione congiunta di un maiale (il sus in latino), di un ovino (l'ovis) e di un toro (il taurus). La decorazione del reperto, pertanto, non è un semplice ornamento, ma unisce l'iscrizione del dedicante a un complesso insieme figurativo che comunica il linguaggio rituale e simbolico dell'antica Roma, offrendo preziose informazioni sulle pratiche religiose e culturali dell'epoca.

Il secondo reperto di grande rilevanza è un frammento di altare votivo marmoreo. Questa scoperta si rivela di fondamentale importanza poiché permette di recuperare in maniera più completa il testo della dedica originaria. Grazie a questa ricostruzione, è stato possibile identificare con maggiore precisione le divinità alle quali il monumento era consacrato: il Genio di Augusto, i Lari di Augusto e il Genio della Colonia.

La dedica fu commissionata da Manius Popidius Anteros, un facoltoso liberto che ricoprì l'importante carica di seviro augustale, testimoniando il suo status sociale, la sua influenza e la sua devozione all'imperatore e alla comunità.

Le ricerche archeologiche ad Aquinum

Le continue scoperte ad Aquinum confermano il grande potenziale archeologico del sito e l'importanza delle indagini in corso. Giuseppe Ceraudo, direttore scientifico degli scavi e delle ricerche condotte dall'Università del Salento, ha espresso il suo entusiasmo, dichiarando che “Dopo diciotto anni di ricerche, Aquinum continua a sorprenderci con nuove e significative rivelazioni”. La campagna di scavo si inserisce in un più ampio e consolidato percorso di ricerca che vede una proficua collaborazione tra l'Università del Salento, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, e i Comuni di Castrocielo e Aquino.

Questa sinergia istituzionale è fondamentale per la tutela, lo studio approfondito e la valorizzazione del ricco patrimonio archeologico della regione, assicurando che i suoi tesori vengano preservati e compresi per le generazioni future.