Importanti reperti archeologici sono stati riportati alla luce nel Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento. Durante una campagna di scavo condotta dalla Scuola Normale Superiore di Pisa, sono emersi resti di affreschi, stucchi ed elementi architettonici risalenti al I secolo avanti Cristo. Questa significativa scoperta, annunciata il 6 ottobre 2026, riguarda un antico edificio situato strategicamente poco a sud dell’ekklesiasterion dell’antica Akragas, la storica cavea dove si riunivano le assemblee dei cittadini liberi, in un’area centrale del Poggio di San Nicola.
Gli elementi rinvenuti suggeriscono l'appartenenza a un peristilio di una grande domus o a un portico monumentale di età romana, periodo in cui la Sicilia era già pienamente sotto il controllo di Roma. Questa rivelazione si inserisce in un contesto più ampio di intense attività di scavo, condotte nell’ultimo anno da diverse università, sia italiane che straniere, tutte operanti sotto la supervisione del Parco archeologico, attualmente diretto da Roberto Sciarratta. Per la Scuola Normale Superiore, la cui presenza ad Agrigento risale al 2020, questa rappresenta la terza campagna-scuola focalizzata sugli edifici del Poggio di San Nicola, sotto l'autorevole supervisione del professor Gianfranco Adornato.
Il professor Gianfranco Adornato ha sottolineato come le recenti indagini e gli scavi abbiano consentito di identificare con maggiore chiarezza una porzione della struttura, che con ogni probabilità corrisponde a un grande peristilio, evidenziato dalla presenza di colonne e un ampio porticato. Tra i ritrovamenti più suggestivi nel deposito archeologico vi sono numerosi frammenti di intonaci policromi, chiaramente riconducibili al secondo e terzo stile della pittura parietale romana. La fase successiva degli studi sarà cruciale per determinare la funzione originaria dell’edificio: se fosse una domus privata di notevoli dimensioni o, piuttosto, una terrazza porticata pubblica, collegata al tempio romano, considerando anche la progressiva dismissione delle funzioni civiche dell’adiacente ekklesiasterion.
Le approfondite indagini archeologiche hanno inoltre confermato una lunga e ininterrotta frequentazione dell’area nel corso dei secoli. A tal proposito, il professor Adornato ha richiamato l’attenzione sui resti di un’abside appartenente a una piccola basilica paleocristiana, precedentemente interpretata nella letteratura specialistica come un’esedra. Questo elemento testimonia la complessa stratificazione del sito, che è stato riletto e riutilizzato per scopi diversi in epoche successive. L’attuale campagna di scavo, iniziata il 7 settembre 2026, si concluderà il 9 ottobre 2026, segnando un’altra tappa fondamentale nella comprensione di questo sito millenario.
Il Poggio di San Nicola: un'area strategica di Akragas
Il Poggio di San Nicola è stato identificato come un’area di cruciale importanza strategica, posizionata al centro dell’antica città. In questo settore si concentrano numerosi edifici civici, rendendolo un punto focale per la comprensione della vita pubblica e amministrativa dell'antica Akragas. Le continue indagini archeologiche in quest'area promettono di svelare ulteriori dettagli sulla sua funzione e sul suo sviluppo nel tempo.