Il Dau? È un universo di soluzioni in palmo di mano e si spiega subito il perché: è un microchip che contiene la capacità di essere utilizzato come piattaforma senza necessità di attendere la progettazione di nuovi computer, perché supportato da un software di quantic computing, o calcolo quantistico.

Un mondo di potenzialità e di soluzioni

Per capirne le potenzialità si pensi un istante a cos'è il sistema binario, dove il bit la fa da protagonista, e può assumere 2 valori distinti rappresentati da due valori logici, no e sì, falso e vero piuttosto che 0 o 1 o anche attraverso ad esempio due stati differenti della polarizzazione di un atomo, arrivando all'infinitamente piccolo, dove la Meccanica quantistica afferma che il bit può anche esistere in una sovrapposizione coerente dei suoi due stati; in poche parole esiste un terzo stato in cui i due valori del bit coesistono contemporaneamente: parliamo di qubit.

Ma non è finita qui: se si considera un registro costituito da 3 bit fisici classico questo può contenere 8 combinazioni possibili da 000 a 111, rappresentazioni binarie di numeri da 0 a 7. Lo stesso registro, ma quantistico può contenere tutti gli otto numeri precedenti in sovrapposizione, contemporaneamente. Ora, aggiungendo più qubit al nostro registro, la sua capacità di memorizzare informazioni cresce esponenzialmente.

Volendo effettuare un calcolo quantistico complesso, dove si sovrappongono più passaggi e quindi più operazioni, un software quantistico svolge tutte le operazioni simultaneamente, come se fosse eseguita un'unica operazione risparmiando tempo e memoria. Il vero fascino però di questa innovazione, tanto da essere “innovazione radicale” per Tanaka di Fujitsu che la ha presentata al keynote nel Tokyo International Forum del 15 maggio scorso, sta nel fatto che lasciando l’informazione ricavata precedentemente all’interno della memoria del Dau, è possibile applicare un’ altra operazione e questa sarà automaticamente influenzata dalla precedente.

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E ce n’è per tutti i gusti: si possono ottimizzare ad esempio modelli di molecole di farmaci, capire come effettuare con maggior precisione trattamenti radiologici per curare tumori o anche creare nuove partership su modelli finanziari ottimali, tutti sviluppi che il processore Dau supporta facilitando sempre maggiormente le aziende nella ricerca di soluzioni a problemi oggi impossibili.

Fujitsu innova con un microchip

L’ innovazione di Fujitsu è stata anticipata da IBM che nel 2001 ha creato i primi elaboratori quantistici a 7 bit, seguito poi da quello sempre quantistico ma in modalità cloud del 2016.

Google Quantum AI Lab ha ampliato la disponibilità di qubit a 72 presentando nel marzo di quest’anno il nuovo processore Bristlecone, quindi la vera innovazione di Fujitsu sta nell’aver fatto di un microchip, il Dau appunto, un processore quantistico... parola d' ordine? Coesistenza

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