Siamo soliti ricordare la data della strage di via D'Amelio, della strage di Capaci, della morte giunta con assassini o attentati. Oggi vogliamo ricordare la vita, la (ri)nascita, il 79esimo compleanno che Paolo Borsellino non potrà mai festeggiare: proprio ieri sera, al Teatro S. Cecilia di Palermo è stata organizzata una festa in suo onore, aspettando le 24 per gridare simbolicamente "Buon compleanno Paolo".

Chi era Paolo Borsellino

Siciliano, nato a Palermo e da subito amico di Giovanni Falcone, l'altro grande eroe che ricordiamo nella lotta contro la contro la mafia , Paolo Borsellino divenne, dopo i suoi studi e a seguito di un concorso pubblico, il più giovane magistrato d'Italia. Lavorò con Basile, capitano dell'Arma dei Carabinieri poi assassinato, evento che decise l'istituzione di una scorta per la famiglia Borsellino.

Ebbe un rapporto particolarmente stretto con il giudice Chinnici, il quale istituì il cosiddetto "pool antimafia", specializzato unicamente sui crimini mafiosi e sulla identificazione e distruzione delle reti che li rendevano possibili; anche Chinnici rimase ucciso per via di un'autobomba. Assieme a Falcone venne mandato al carcere dell'Asinara per lavorare sugli indagati dal pool.

La sua scelta di essere procuratore a Marsala fu criticata da Leonardo Sciascia, con il quale poi si riconciliò.

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Curiosità

Nel periodo in cui il famoso maxiprocesso stava per concludersi, si dovette sostituire Antonino Caponnetto, successore di Chinnici, e tutti pensavano che sarebbe toccato a Falcone: così non fu: venne nominato Antonino Meli e Borsellino rilasciò alcune interviste in cui esprimeva il suo disappunto per questa decisione, disappunto che gli costò il rischio di un provvedimento disciplinare.

Verso la morte

Cosa Nostra già iniziava a pianificare attentati contro Borsellino, come rivelato da un collaboratore di giustizia.

Nel 1992 ci furono le elezioni per il Presidente della Repubblica, durante le quali il magistrato non vinse, seppur promosso da Gianfranco Fini. Il 23 maggio dello stesso anno ci fu la strage di Capaci, dove furono uccisi, in un attentato dinamitardo, Falcone, la moglie e tre uomini della scorta. Nei 57 giorni seguenti, Borsellino disse la sua in alcune interviste - alcune troppo scomode - sul ruolo dei giudici e sul loro essere "dei cadaveri che camminano".

Chiese persino di rimuovere i veicoli dalle zone circostanti casa sua, perché sapeva e sentiva che sarebbe successo qualcosa anche a lui, che Falcone era stato semplicemente il primo dei due.

E in effetti arrivò 19 luglio 1992, quando una macchina imbottita di tritolo esplose e uccise Borsellino e cinque agenti della scorta, tra cui Emanuela Loi, prima donna a far parte di una scorta.

Cosa rimane

Molti, tra cui la moglie stessa di Borsellino, hanno accusato lo Stato di non averlo saputo difendere sufficientemente.

Ai funerali, la folla insorse contro il Presidente della Repubblica per lo stesso motivo.

Oggi ci restano le sue frasi, l'esempio del suo impegno e il suo coraggio rassegnato alla morte. Ci resta il ricordo, ma soprattutto deve rimanere il dovere di commemorare ed onorare una persona che ha combattuto contro il cancro della società italiana, che ha dato la vita per estirparlo e che ora ci osserva in foto col suo sguardo duro e consapevole, implorandoci di essere capaci di coraggio e onestà. Usando le parole spese dal sindaco di Palermo Leoluca Orlando proprio durante la festa, "Paolo era una persona normale con la caratteristica dei Santi e degli eroi. Il modo migliore per dirgli grazie è fare gli auguri ogni anno a lui di buon compleanno e a noi l'auspicio di vivere gioiosamente ma con coerenza gli insegnamenti che ci ha lasciato".

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