Badanti e colf sono due figure professionali che rientrano entrambe nel grande mondo del lavoro domestico. Il settore è munito di un proprio CCNL che regola i rapporti di lavoro a partire dalle modalità di assunzione e fino alla retribuzione da dare al lavoratore. Come in tutti i settori lavorativi, anche in quello domestico gli stipendi vanno adeguati al tasso di inflazione ed i lavoratori maturano anno dopo anno scatti di anzianità che in parole povere, significano aumenti di stipendio. Spesso le regole previste dal CCNL non vengono rispettate, prima di tutto in fase di assunzione e poi per quanto concerne lo stipendio erogato.
Vediamo nel dettaglio cosa prevede il Contratto Collettivo dei lavoratori domestici.
Come devono essere assunti i lavoratori domestici
L’inquadramento del lavoratore nel settore domestico altro non è che il livello o fascia dove inserire il lavoratore in base alle mansioni svolte, all’esperienza che ha ed alle responsabilità di cui è caricato in fase di svolgimento della sua attività lavorativa. In base al livello in cui viene assunto un lavoratore, cambia anche lo stipendio da erogare e quindi la contribuzione previdenziale che il datore di lavoro è tenuto a versare. Il 10 gennaio prossimo scade l’ultima rata dei contributi da versare per il proprio collaboratore domestico, quella relativa all’ultimo trimestre 2018.
Oltre che in base al livello, il salario del lavoratore cambia anche in base all’orario di lavoro, all’eventuale lavoro notturno, a quello straordinario e festivo.
L’inquadramento
Un lavoratore può essere assunto a tempo indeterminato o a termine, con contratto di somministrazione, a servizio intero o ridotto, a tempo pieno o parziale. Nella stragrande maggioranza dei casi il lavoratore convive con la famiglia o con il soggetto bisognoso di assistenza, ma non sono rari i casi di lavoratori non conviventi. Per colf si intende il lavoratore che si occupa delle pulizie della casa di abitazione della famiglia per cui presta servizio. La badante invece è colei che svolge attività di assistenza ad invalidi ed anziani, spesso in condizioni di non piena autosufficienza.
I livelli di inquadramento sono 4 ognuno di essi dotato di un sopra livello. Nel livello A ed AS (dove la esse sta per Super), vanno inquadrati i collaboratori familiari generici, che non assistono persone, che hanno esperienza inferiore a 12 mesi. In questo livello la paga base stabilita dal CCNL è di € 629 al mese per il livello A e di 743 euro al mese per il livello AS. Non è possibile assumere una badante in questi due livelli anche se da segnalazioni ai vari sindacati di categoria risulta molto diffusa la pratica di assumere badanti in questi livelli, con l’effetto di far risparmiare al datore di lavoro soldi di stipendio e di contribuzione da versare.
In che livello assumere la badante?
Una badante può essere assunta a partire dal livello B o BS, ma solo se la persona a cui presta assistenza è autosufficiente. La paga base per queste lavoratrici è di 800 ed 857 euro al mese rispettivamente al livello B e BS. La badante classica, quella che presta assistenza continuativa ad un vecchietto spesso allettato, va inserita in livello C o CS, quello appannaggio di badanti non formate e senza specifica esperienza ma che presta assistenza a persone prive di autosufficienza. Stipendio minimo previsto per il livello C e CS è pari a 915 e 972 euro al mese. Nel livello DS invece vanno assunte le badanti con esperienza certificata nel ruolo, quindi qualificata e formata ed alla quale spetterebbe in base al CCNL uno stipendio mensile di € 1.200 euro circa.
In attesa che anche nel 2019 come sempre accade, il minimo contrattuale venga rivalutato in base all’inflazione, occorre ribadire che al lavoratore spetta uno scatto di anzianità con relativo aumento di stipendio di circa il 4%, ogni due anni di lavoro presso la stessa famiglia o assistito. Il lavoro notturno secondo il CCNL va retribuito portando i minimi prima descritti a 986 euro al mese per il livello BS, 1.118 euro al mese per il livello CS e 1.381 euro al mese per quello DS. Il riposo giornaliero del lavoratore domestico deve essere di 11 ore consecutive, oltre alle due ore di riposo a spezzare la giornata di lavoro. In base a questo, un soggetto bisognoso di assistenza 24 ore su 24, dovrà necessariamente avere una badante per il giorno ed una per la notte e quest’ultima, per il solo lavoro notturno dovrebbe avere come minimo stipendiale 660 euro circa al mese.
Secondo le norme vigenti, l’orario giornaliero di lavoro di colf e badanti non può superare 10 ore non consecutive per le assunzioni a tempo pieno. In definitiva, a servizio intero massimo 54 ore a settimana, a servizio ridotto massimo 30 ore per settimana e 40 ore massimo per le lavoratrici assunte senza obbligo di convivenza. Il riposo settimanale è di 36 ore, di cui 24 consecutive ogni domenica. Il lavoratore matura TFR e ferie, il primo nell’ordine di un mese di stipendio per anno e le seconde nell’ordine di 26 giornate all’anno.