Con le conferme di Ape sociale, opzione donna e, soprattutto, di quota 100, le misure previdenziali che permettono pensionamenti anticipati a determinate condizioni e requisiti sono molteplici. Quali sono le Pensioni anticipate in vigore oggi che restano anche nel 2020? Una domanda comune a molti lavoratori che cercano una strada per andare in pensione senza dover necessariamente arrivare ai 67 anni che è l'età pensionabile prevista dalla pensione di vecchiaia. Ecco in sintesi ciò che offre la normativa previdenziale.

Pensione anticipata ordinaria o contributiva

La prima misura è la pensione anticipata ordinaria per la quale i requisiti restano gli stessi, anche l'anno venturo. Si può lasciare il lavoro, indipendentemente dall'età del lavoratore, una volta raggiunti i 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne). Bisogna attendere però una finestra di tre mesi per poter incassare il primo rateo di pensione. Per quanto concerne il calcolo della pensione, quella anticipata ordinaria prevede il calcolo nel sistema misto.

Il rateo di pensione spettante verrà calcolato con il sistema retributivo per i periodi fino al 31 dicembre 2011, ma solo per chi ha almeno 18 anni di contributi versati prima del 1996, cioè nel sistema retributivo. Per i periodi successivi invece, si utilizzerà il penalizzante calcolo contributivo. Per coloro i quali hanno meno di 18 anni di versamenti prima del 1996, il vantaggioso calcolo con il sistema retributivo verrà applicato solo ai contributi versati fino al 31 dicembre 1995. Una misura probabilmente poco conosciuta per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 è la pensione anticipata contributiva.

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Pensioni

In questo caso bastano 20 anni di contributi, ma occorre avere almeno 64 anni di età e, soprattutto, riuscire a percepire un assegno di pensione di importo pari o superiore a 2,8 volte l'importo dell'assegno sociale. La pensione anticipata contributiva viene calcolata interamente con il sistema contributivo.

Quota 100, come funziona?

Nonostante molti esponenti politici della maggioranza abbiano manifestato la volontà di cancellare la quota 100 o di correggerne alcuni punti, sembra ormai certo che lo strumento sarà mantenuto, senza correzioni, fino alla scadenza del 31 dicembre 2021.

Il funzionamento di quota 100 ormai è chiaro. Si va in pensione con almeno 62 anni di età e, contestualmente, con almeno 38 anni di contributi versati. Rispetto alla data in cui si matura il diritto alla pensione, la sua decorrenza è posticipata di 3 mesi per i lavoratori del settore privato e di 6 mesi per i lavoratori statali. Dal punto di vista del calcolo della pensione con quota 100, non c'è alcuna penalizzazione o limite, perché il calcolo è il medesimo di quello utilizzato per le pensioni anticipate di cui parlavamo prima.

Pensione anticipata per lavoratori precoci

Si chiama quota 41 la misura destinata ai lavoratori precoci che, anche nel 2020, potrà essere sfruttata come canale di uscita dal lavoro. Per rientrare nella misura occorre possedere almeno 41 anni di contributi versati dei quali uno, anche se in fasi discontinue, versato prima dei 19 anni di età. La misura non è aperta a tutti, ma limitata a determinate categorie di persone. Infatti per poter uscire dal lavoro con la quota 41 è necessario essere, alternativamente, un disoccupato, in invalido, un caregivers o un addetto alle mansioni gravose.

Il disoccupato deve aver terminato di percepire la Naspi da 3 mesi. Gli invalidi o l'invalido a carico, nel caso in cui il richiedente sia un caregivers, deve avere non meno del 74% di disabilità accertata Asl. Gli addetti ai lavori gravosi devono aver svolto l'attività considerata logorante, in 7 degli ultimi 10 anni di lavoro o in 6 degli ultimi 7.

Proroga opzione donna

Per le donne, resterà in vigore anche l'anno venturo, la speciale pensione anticipata contributiva. Si tratta di opzione donna, misura che consente il pensionamento delle lavoratrici già a 58 anni di età.

Per le lavoratrici autonome l'età da raggiungere è di 59 anni. Potranno andare in pensione le lavoratrici che compiono l'età minima richiesta e almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2019. Si tratta di una estensione di un anno rispetto al limite stabilito nella scorsa manovra di bilancio. La pensione con opzione donna è calcolata interamente con il sistema contributivo e la decorrenza prevede una finestra di 12 mesi.

Ape sociale

Da una proroga all'altra, perché oltre ad opzione donna, l'attuale esecutivo prorogherà anche l'Ape sociale. La misura che doveva scadere il 31 dicembre prossimo, sarà appannaggio anche di chi maturerà i requisiti entro il 31 dicembre 2020.

Bisognerà raggiungere entro tale data, almeno 63 anni di età ed almeno 30 anni di contributi. L'anticipo pensionistico a 63 anni di età con 30 di contributi è appannaggio di disoccupati, caregivers e invalidi, proprio come la quota 41. Ape sociale anche per gli addetti alle mansioni gravose, ma in questo caso il requisito contributivo sale a 36 anni. Valgono le stesse regole di quota 41, perché per esempio, il disoccupato deve aver chiuso con la Naspi da 3 mesi prima di presentare istanza.

Gli usuranti, i notturni e quota 97,6

Ormai strutturale, la pensione anticipata usuranti consentirà di lasciare il lavoro già a 61 anni e 7 mesi di età con 35 anni di contributi versati.

Età e contributi sono le soglie minime da centrare, ma per ottenere la pensione anticipata occorre centrare contestualmente, quota 97,6. La quota si raggiunge sommando età e contributi, utilizzando anche le frazioni di anno. La misura è appannaggio dei soggetti che per la metà della vita lavorativa o in 7 degli ultimi 10 anni, hanno svolto una delle mansioni usuranti previste dal nostro ordinamento. Operai della linea a catena e autisti di mezzi di trasporto pubblico sono tra le più comuni attività usuranti che danno diritto a questa particolare forma di anticipo di pensione. La misura si applica anche ai lavoratori notturni, quelli che prestano attività lavorativa nella fascia oraria compresa tra le 24:00 e le 05:00 del mattino seguente.

L'età e i contributi minimi restano anche per i notturni quelli a 61,7 ed a 35, ma la quota da raggiungere cambia in base al numero di notti lavorative nell'anno solare.

Pensione con totalizzazione

Sarà possibile accedere alla pensione anticipata anche l'anno prossimo, sommando la contribuzione che un lavoratore ha versato in diverse gestioni previdenziali. Una possibilità che si estende, per esempio, anche a chi ha versato contributi nelle casse dei liberi professionisti. La misura si chiama pensione di anzianità in totalizzazione e permette di uscire dal lavoro con 41 anni di contributi. La pensione è calcolata con il sistema contributivo e, per la decorrenza, occorre attendere una finestra di 21 mesi.

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