Nuovi dettagli sono stati pubblicati ieri sulla rivista Science in merito all'asteroide Ryugu in orbita tra il nostro pianeta e Marte. Il team di scienziati che lavora alla missione della sonda giapponese Hayabusa 2 della Jaxa, atterrata su Ryugu nel giugno del 2018, ha raccolto delle immagini dalle quali si evince che su Ryugu si è formato un cratere artificiale (causato dal lancio di una carica esplosiva dalla sonda) di forma asimmetrica, fatto di un materiale sabbioso. Questo fa ipotizzare che l'asteroide sia più giovane di quanto si pensi: si parla di 10 milioni di anni, contro i 100 milioni stimati in precedenza.

La peculiarità è che il suddetto cratere, secondo gli astronomi, si è formato in un regime dominato dalla gravità. L'ingegnere Stefania Soldini che lavora per la Jaxa ha spiegato nel corso di un'intervista ieri il significato di quest'ultima affermazione: "La crescita del cratere è innescata dalla pressione di sovraccarico causata dalla gravità della superficie. Il cratere cresce quando lo stress da impatto supera la forza di attrito della superficie. Solitamente il materiale espulso dal cratere si distacca completamente ma questo non accade nel caso di regime dominato dalla forza di gravità". Praticamente in questo caso non c'è stato lo scorporo del materiale sabbioso ed esso si è depositato sul cratere.

La sonda si sta dirigendo ora verso la Terra dopo aver raccolto dei campioni e delle foto, grazie anche all'invio di tre rover e del lander Mascot effettuato da agenzie spaziali di Germania e Francia.

Dettagli su Ryugu

Ryugu è un asteroide di Apollo, scoperto nel 1999 e classificato come 'oggetto potenzialmente pericoloso', in quanto ha un'orbita con possibili passaggi vicino alla Terra ed è grande abbastanza da provocare seri danni in caso di impatto.

Le prime immagini di questo corpo celeste sono pervenute il 13 giugno del 2018 grazie alla sonda Hayabusa2 lanciata dai giapponesi. Verso la fine del 2020 è previsto il rientro sulla Terra del materiale prelevato dell'asteroide.

La prossima missione nello spazio

La Jaxa sta già programmando una missione che si chiama Martian Moons Exploration (MMX).

Essa è finalizzata all'esplorazione di Marte e dei suoi satelliti naturali ed è prevista per il 2024. L'obiettivo principale è quello di recuperare dei campioni di suolo da Fobos (il satellite naturale più grande di Marte) e di portarli sul nostro Pianeta. Il tutto è rivolto a sua volta ad individuare le prove le prove riguardo all'origine dei satelliti naturali di Marte valutando due tipi di ipotesi a riguardo: le due lune di Marte siano degli asteroidi catturati dal pianeta, oppure si sarebbero formate dell'aggregazione del materiale proveniente dal pianeta, lanciato nello spazio dall'impatto di un corpo celeste con il pianeta rosso.

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