Quando si pensa a un riccio domestico, probabilmente viene in mente il piccolo animale che si incontra nei giardini e nelle campagne. In realtà, quello che può essere allevato come animale da compagnia è un'altra specie: il riccio africano pigmeo, conosciuto scientificamente come Atelerix albiventris, chiamato anche riccio dalle quattro dita o riccio dal ventre bianco. Originario delle aree secche dell'Africa centrale e orientale, è diventato negli anni un animale esotico da compagnia conosciuto anche attraverso i social, dove sono numerosi i video che mostrano questi piccoli mammiferi tra le mani dei proprietari.

Piccolo, ma tutt'altro che semplice

Il riccio africano è decisamente più piccolo del riccio europeo. Secondo il MSD Veterinary Manual, il peso medio è di circa 300-400 grammi nelle femmine e 400-600 grammi nei maschi, mentre la vita media in cattività è generalmente di 4-6 anni, anche se alcuni esemplari possono raggiungere gli otto anni.

Il suo aspetto è inconfondibile: il dorso è ricoperto da numerosi aculei, che rappresentano il principale sistema di difesa. Quando si sente minacciato, infatti, il riccio contrae la muscolatura e si chiude formando una vera e propria pallina di spine. Non significa necessariamente che sia aggressivo: spesso è semplicemente spaventato e ha bisogno di tempo per sentirsi al sicuro.

C'è poi un dettaglio fondamentale per chi pensa di adottarlo: è un animale prevalentemente notturno. In natura trascorre gran parte della giornata nascosto e diventa attivo al crepuscolo e durante la notte. Un riccio domestico può quindi passare molte ore a dormire proprio quando la famiglia è più attiva.

Una casa a misura di riccio

Non basta una piccola gabbia. Il riccio africano è un animale molto attivo e ha bisogno di spazio, nascondigli, possibilità di esplorare e di una ruota con superficie piena, che gli permetta di correre senza rischiare di incastrare le zampe. Il MSD Veterinary Manual indica per il ricovero dimensioni minime di circa 60 per 90 centimetri di superficie, sottolineando comunque l'importanza di garantire movimento e arricchimento ambientale.

Anche la temperatura è un aspetto delicato. L'ambiente dovrebbe rimanere indicativamente tra 22 e 32 °C, con una fascia considerata ottimale intorno ai 24-29 °C. Temperature troppo basse possono provocare uno stato di torpore che non deve essere confuso con un normale sonno.

Cosa mangia il riccio africano?

Non è un roditore e la sua alimentazione non può essere improvvisata. È un piccolo insettivoro e in cattività può essere alimentato con prodotti completi formulati per ricci o insettivori; il MSD Veterinary Manual indica, in alternativa, anche alimenti di elevata qualità destinati a cani o gatti, insieme a una quantità controllata di altri alimenti e invertebrati. L'acqua fresca deve essere sempre disponibile.

Anche l'alimentazione deve essere gestita con attenzione perché l'obesità è un problema piuttosto frequente nei ricci allevati come animali da compagnia. Una dieta troppo abbondante e la scarsa attività possono favorire l'aumento di peso.

E in Italia si può tenere in casa?

Qui è importante distinguere il riccio africano dal riccio europeo (Erinaceus europaeus). Quest'ultimo appartiene alla fauna selvatica autoctona e non deve essere catturato o trasformato in animale domestico.

Per gli animali esotici il quadro normativo italiano è invece più articolato. Si disciplinano diversi aspetti relativi a commercio, importazione, conservazione e gestione degli animali della fauna selvatica ed esotica. Successivi provvedimenti hanno introdotto anche disposizioni relative all'identificazione e alla registrazione degli animali appartenenti a determinate specie.

Per questo, prima di acquistare un riccio africano è fondamentale verificare la provenienza dell'animale, la documentazione richiesta e gli eventuali obblighi previsti dalla normativa vigente, rivolgendosi a un allevatore regolare e, per gli aspetti sanitari, a un veterinario esperto in animali esotici.

Un animale da osservare, non un giocattolo

Il fascino del riccio africano è innegabile, ma proprio la sua particolare natura dovrebbe far riflettere prima di sceglierlo come compagno di casa. È solitario, prevalentemente notturno, ha esigenze ambientali precise e può andare incontro a diverse patologie. Il MSD Veterinary Manual segnala, tra le problematiche che possono interessarlo, malattie dentali, parassiti, obesità, tumori e disturbi neurologici.

Il riccio africano può dunque essere un animale da compagnia affascinante, ma non è semplicemente un “riccio piccolo” da tenere in casa. Richiede conoscenze, tempo e cure adeguate. Prima di lasciarsi conquistare da un video sui social, vale quindi la pena chiedersi se si è davvero pronti a rispettare le esigenze di questo particolare abitante della notte.