Rientro a lavoro dopo la gioia più grande nella vita di una donna, cioè diventare mamma, è spesso un dovere e contemporaneamente un bisogno, perché se è vero che non è facile mantenersi in due con un solo stipendio, lo è ancor di più con l'arrivo di un bambino che ha mille esigenze, tutte imprescindibili.

Ambiente lavorativo

Una fase non certo facile: la donna si sente profondamente cambiata e allo stesso tempo percepisce, non sempre a torto, che anche l'ambiente lavorativo si è trasformato durante la sua assenza. La donna-mamma si ritrova, dal punto di vista psicologico e pratico, a dover far fronte a una serie di modifiche.

Ciò che ne consegue, nella maggior parte dei casi, è un elevato livello di stress non facile da affrontare, ma non impossibile da gestire, se vissuto nel modo giusto.

Se per quanto riguarda il rapporto con il nascituro si può fare affidamento alla rete familiare, nell'ambiente lavorativo, senza trascurare le relazioni con i colleghi, fondamentali nel momento della ripresa del ritmo, risulterà utile usufruire della legge N°68 del 2009, che sancisce, a sostegno della maternità, la possibilità di avere orari flessibili e speciali permessi a tutela del piccolo, anche in caso di malattia di quest'ultimo, con permessi non retribuiti.

Senso di colpa e produttività in ufficio

Essere una mamma entusiasta, ricordandosi di non eccedere nei racconti minuziosi della vita del nuovo arrivato che potrebbero allontanare i colleghi poco interessati, avendo il risultato di isolare la mamma, avrà senz'altro un risvolto positivo anche in ambito lavorativo.

Sia nella cerchia familiare che in quella lavorativa, bisogna che la neomamma abbia ben presente l'importanza della qualità del tempo che gioverà alla produttività in ufficio infondendo nella donna la certezza di essere ancora capace di svolgere le sue mansioni, e in casa la aiuterà a gestire l'inevitabile senso di colpa legato all'abbandono del neonato per recarsi sul posto di lavoro.

Fortunatamente la donna, quasi nella totalità dei casi, riesce a sfuggire alla difficile scelta di lasciare il lavoro e riesce, grazie a famiglia e colleghi, a reintegrarsi e gestire la mole di lavoro sia in ufficio che in casa, sentendosi realizzata e una donna completa.