"Mazze e panelli fanno i figli belli", diceva il detto, ma in realtà è davvero così? In Italia siamo portati a credere che questo metodo educativo da parte della mamma o di entrambi i genitori sul proprio bambino o bambina sia efficace per far capire le cose e gli errori, "ciò che non si fa", ritenendo che sia una cosa talvolta necessaria.

Ma attenzione cari genitori e soprattutto mamme, perché non è così. Sono diversi infatti gli studi internazionali che affermano che la sculacciata non sia un buon metodo educativo e anzi, anche se nell'immediato sembra avere un effetto positivo con il passare del tempo può produrre sul bimbo/a effetti negativi.

Ad esempio da adulto può sviluppare una certa insicurezza nei confronti della vita e degli altri, credere di non essere all'altezza o peggio ancora diventare aggressivo e violento con gli altri.

Tra le associazioni che si muovono a favore dell'abolizione di questo modello educativo vi è l'American Academy of Pediatrics. In breve, da alcuni studi è emerso per primo che la sculacciata ha sì un effetto nell'immediato, ovvero il bambino capisce l'errore o non ne commette più solo per paura di prenderne altre, ma non impara del tutto quali siano i comportamenti giusti ritenuti adeguati dalla mamma o dal papà.

L'effetto può produrre inoltre una sorta di ipocrisia, ovvero che il bambino fa credere che ha capito lo sbaglio per rifarlo poco dopo ponendosi in una sorta di atteggiamento di sfida nei confronti dei genitori. Questa tesi trova la sua conferma nei recenti studi della Southern Methodist University pubblicata in seguito dalla rivista Journal of Family Psychology, in cui si afferma che il bambino è pronto a ripetere l'errore già dopo 10 minuti dalla punizione corporale.

Un altro effetto negativo è che il bambino può tendere a diventare ansioso, più insicuro e avere meno autostima. Infatti, oltre ad avere un effetto negativo sul benessere globale - fisico, emotivo e psicologico - del bimbo, la sculacciata può portare a una situazione emotiva in cui si sente meno amato e impotente rispetto alla posizione del genitore minando l'idea positiva che ha di sé.

Sulla stessa scia questa punizione corporale aumenta la propensione del piccolo a essere più disubbidiente e aggressivo, in special modo quando non comprende del tutto il motivo del gesto da parte del genitore.

Ciò può scatenare un atteggiamento di rivalsa non nei confronti del genitore verso il quale si sente impotente, ma verso i coetanei più deboli.

Le alternative sono diverse, per prima cosa la mamma o il genitore dovrebbe capire se alza le mani per scaricare del nervosismo, o se lo fa perché essendo stato educato in questo modo l'ha assimilato come punizione adeguata per il proprio figlio.

Un consiglio: non c'è niente di meglio del dialogo, anche con i più piccoli.

Care mamme, parlate con i vostri piccoli, fategli capire quanto di negativo può succedere se si compiono determinati gesti, spiegate loro il perché non si fa, li aiuterà a capire i pericoli là fuori e a farli diventare grandi e responsabili. 

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