La copertina di settembre di Maxim Corea ha immortalato uno degli attori più famosi della Corea del Sud, Kim Byung-Ok in piedi davanti un auto con il bagagliaio aperto, dal quale fuoriescono i piedi di una giovane donna legati con del nastro adesivo.

E’ stata quindi registrata una petizione online in Corea chiedendo il ritiro della rivista; sono state superate già le 10 mila firme da quando è stato pubblicato il 26 agosto.

Secondo la petizione, si vuole condannare la redazione di Maxim Corea per aver reso gli atti criminali e violenti come qualcosa di carismatico e riducendo quasi a battuta e scherzo le donne vittime di violenze. Maxim è nota per i lettori che sono per lo più uomini adulti, e questa immagine ha creato un quadro ancora più inquietante per la frase che l’accompagna. Infatti vicino all’attore noto per le sue parti da “cattivo”, si legge: "Così alle ragazze piacciono i “cattivi"?

Questo è un cattivo ragazzo. Moriresti per lui, vero?".Mentre la copertina è sotto fuoco mediatico, la redazione ha risposto così: “Abbiamo rappresentato il reato di omicidio come in un film noir, non c'è traccia di un reato sessuale nella foto, e non serve fantasticare su crimini sessuali".

Maxim si rivolge a maschi adulti e non è un segreto. Rendere oggetto sessuale le donne è il suo lavoro quotidiano e la sua linea editoriale.

Quello che però ha più scioccato sono gli elementi d’insieme nella foto, dato che sono tutti parte di crimini reali che veramente accadono in Corea. Infatti la percentuale di vittime di violenza in questo Paese è dell’85,6% (Statistics Korea, 2012). Si trova al 117 posto su 142 paesi per indice di parità di genere (secondo il rapporto 2014 del World Economic Forum ).

Possiamo davvero dire che Maxim Corea ha cercato di sensibilizzare la consapevolezza su questo problema o ha espresso la realtà come nei film o altre forme d'arte?

La Corea sta guadagnando crescente popolarità grazie a contenuti multimediali e le soap opera. E’ un paese sotto gli occhi del pubblico. Dovremmo comunque riconoscere alcuni sforzi compiuti verso la parità di genere e dei diritti delle donne. Ma c’è sempre l’altra faccia della medaglia, ovvero riflettere sui numerosi atti di violenza sessuale e le aggressioni. Pensando alle implicazioni sociali che una rivista può avere.

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