Il Rapporto sulla Coesione Sociale 2012 è presentato per la sua terza edizione da INPS, Istat e Ministero del Lavoro come strumento in grado di fornire agli utenti interessati indicazioni per conoscere le situazioni economiche e sociali del Paese (la sua posizione in ambito europeo) su cui intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone. Il materiale organizzato a diversi livelli territoriali, per consentire comparazioni regionali e internazionali, rappresenta il contributo del sistema statistico pubblico alla comparazione e analisi della coesione sociale.
La coesione sociale è il risultato dell’opera di un corpo d’iniziative, azioni e strumenti di politica sociale, del lavoro ed economica che incidono nella struttura sociale riducendo disuguaglianze e squilibri in campo economico, istituzionale e delle relazioni che limitano la possibilità per i cittadini, attività produttive e istituzioni di cooperare proficuamente per lo sviluppo sostenibile della Nazione. Lo studio presentato è articolato in due sezioni in cui la prima, è di analisi delle politiche e la seconda, si compone di tabelle statistiche sulla coesione sociale. Il Rapporto dell’Istat contiene informazioni aggiornate sulle retribuzioni dei lavoratori in Italia, le forme di ammortizzatori sociale, le politiche attive del lavoro, numeri sulla mobilità sociale nel Paese, osservazioni sul mercato del lavoro e sono analizzati statisticamente anche i fenomeni quali, la maternità, il capitale umano e i tempi di lavoro, la salute, deprivazione ed esclusione sociale, condizioni economiche familiari, spesa pubblica per servizi socio-assistenziali e pensioni.
La mobilità sociale è l’insieme dei cambiamenti di classe sociale delle nuove generazioni rispetto ai genitori (mobilità intergenerazionale) oppure i cambiamenti nel corso della vita di un individuo (mobilità intra-generazionale). Il tasso di mobilità assoluta di un paese è il rapporto tra gli individui che raggiungono posizioni diverse da quelle di origine e la popolazione totale. L’istruzione, al riguardo, favorisce la mobilità e poi decisivi sono la classe di origine che condiziona il percorso di studi, il successo scolastico e le probabilità di occupazione e carriera. Il 66% di quanti hanno un titolo secondario o universitario proviene da classe sociale diversa. Un elevato titolo di studio del genitore favorisce la mobilità verso l’alto e tutela chi già parte in situazione vantaggiosa.
L’Italia è di poca fluidità sociale. La classe sociale di origine influisce molto sulla mobilità sociale con notevoli disuguaglianze nelle opportunità degli individui. Tutte le classi tendono a trattenere al loro interno buona parte dei loro figli e i passaggi tra classi sono meno frequenti quanto maggiore è la distanza sociale che le separa.
Sono individuati cinque percorsi di mobilità sociale. Il 40,4% è il gruppo dei “mobili all’entrata nella vita attiva”, sono inclusi i figli che partono da una posizione diversa da quella dei padri e vi rimangono. Il 29,8% è la categoria degli “immobili”, gli individui che permangono nella stessa classe del padre. Un 11,5% è rappresentato dal gruppo dei “mobili nel corso della vita attiva”, figli che partono dalla stessa posizione occupazionale dei loro padri e ne raggiungono una diversa.
Un altro 11,1% è dato dal gruppo dei “mobili all’inizio e nel corso della vita attiva”, che partono da una posizione occupazionale diversa da quella del padre, per cambiarla in seguito. Il gruppo dei “mobili con ritorno alle origini”, rappresenta il 7,2% e include gli individui che all’ingresso del mercato del lavoro occupano una posizione diversa da quella del padre e nel corso della vita di lavoro, vi ritornano.
L’esperienza di approfondimento del Rapporto nel contesto socio-economico, famiglia e coesione sociale, spesa e interventi per la coesione sociale continua con l’accesso libero e gratuito alla piattaforma data warehouse del sistema CoesioneSociale.Stat. Ci sono 700 indicatori aggiornati periodicamente in tempo reale, i dati sono offerti in tavole multidimensionali che danno la possibilità di comporre tabelle e grafici, operando sulle variabili, i periodi di riferimento e la disposizione di testate e fiancate. Il sistema interroga per parola chiave, per tema e territorio e l’ampio apparato di metadati agevola il riferimento e la comprensione delle statistiche da parte degli utenti.