Gli stage sono una finestra per affacciarsi al mondo del lavoro per migliaia di giovani una volta terminati gli studi universitari. Per molte aziende una risorsa da far crescere, per alcune da sfruttare eludendo le norme a tutela dei lavoratori e per avere dipendenti a titolo gratuito.

Ad uno scenario in chiaro scuro si aggiunge il fatto che solo il 5 per cento dei contratti di stage si trasforma in contratti a tempo indeterminato.

Il 2013 però vedrà  importanti novità per l'esercito di neolaureati: in primis gli stage dovranno prevedere una retribuzione minima mensile di 400 euro e non superare i 6 mesi.

Il ministero del welfare ha cosi voluto fare un po' di ordine ed evitare che le aziende “furbette” cambino continuamente personale evitando ai ragazzi di costruirsi un percorso.

Per quanto riguarda l'aspetto temporale è stata inserita un’unica deroga che permette al termine dei 6 mesi un tirocinio di reinserimento riservato a disoccupati e ai cassa integrati che può durare un anno e il tirocinio per disabili che non può andare oltre i 24 mesi.

Ogni lavoratore può svolgere uno solo stage presso il datore di lavoro e anche le aziende hanno un tetto massimo di stagisti, ad esempio le aziende fino a 5 dipendenti possono avere un solo stagista e cosi via a salire in base al livello dimensionale.

Alle regioni ora toccare mettere in pista le indicazioni del ministero del welfare, pertanto non è ancora fissata la data di partenza delle nuove norme e non c'è chiarezza su cosa succederà per gli stage non retribuiti attualmente in essere.

Le nuove norme vogliono porre fine ad una prassi troppo utilizzata nel nostro Paese che ha permesso ad alcune aziende di beneficiare di elusioni e utilizzare il capitale umano come merce.

A poche aziende furbette seguono comunque una moltitudine di aziende corrette e che credono nello strumento dello stage come cammino fondamentale per l'apprendimento delle logiche del mondo del lavoro.

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