La recente nuova ed innovativa tecnologia ha sicuramente agevolato la vita degli italiani e di quasi tutti i cittadini del mondo ma, se da un lato ha arricchito e incrementato le modalità di essere comodi, dall'altro ha aumentato il grave rischio di cyberspionaggio, non solo per i grossi casi industriali ma anche per il privato.
Una recente ricerca del National Intelligence Estimate, che riunisce le valutazioni di tutte le agenzie americane di Intelligence, ha infatti divulgato che gli Stati Uniti sono stati vittima solo negli ultimi cinque anni di una massiccia campagna di cyberspionaggio che sta minacciando la competitività economica del paese e del mondo.
Sempre nel report, citato anche dal Whashington Post, si scopre che la Cina sarebbe il paese più aggressivo nel tentare la penetrazione nei sistemi informatici delle imprese e delle istituzioni americane e mondiali, e le categorie prese di mira sarebbero: energia, finanza, tecnologia informatica, industrie aerospaziale e automobilistiche.
Il rapporto non ha però divulgato le conseguenze economiche del cyberspionaggio ma, secondo il parere di alcuni esperti esterni, il danno è stimato intorno alle decine di miliardi di dollari.
Gli altri paesi che sarebbero coinvolti nella nuova guerra informatica sono: Russia, Israele e Francia ma l'Intelligence USA evidenzia che non sono nulla in confronto all'accanimento della Cina.