Lunedì 4 gennaio 2021 nella trasmissione tv di Rete 4 "Quarta Repubblica" il conduttore Nicola Porro ha diffuso i risultati dell'ultimo sondaggio Tecné sulle intenzioni di voto ai partiti politici evidenziando, oltre a tali risultati, anche il confronto con quelli che si registravano lo scorso anno proprio nel mese di gennaio.

Cresce in particolare Fratelli d'Italia, il partito di Giorgia Meloni supererebbe il Movimento 5 Stelle: infatti FdI viene sondato al 16.8% (+6.0% in un anno) contro appunto il M5S che scende al 14.0% (-1.5%). In recupero anche Forza Italia, che dalll'8% del gennaio 2020 passa al 10.4% di oggi (+2.4%).

Rispetto a gennaio 2020 invece la Lega perde alcuni punti percentuali e passa dal 31.7% al 23.2% (quindi -8.5%).

Sondaggi politici: i partiti di centro-sinistra

Per quanto riguarda invece la coalizione di centrosinistra, secondo il sondaggio di Tecnè, il Pd ha un leggero incremento rispetto al gennaio 2020, riuscendo ad arrivare al 20.1% (+0.8%). Italia Viva di Matteo Renzi è invece in calo, scendendo al 2.9% (-0.8%). Tenta di guadagnare terreno Azione di Carlo Calenda, che sale a 3.2% (+0.9%).

Intanto cresce lievemente anche +Europa di Emma Bonino, sondato all'1.8% (+0.2%), i Verdi scendono all'1.5% (-0.2%), La Sinistra sale al 3.2% (+0.5%). Mentre gli "altri partiti" minori - complessivamente considerati - salgono al 2.9%, guadagnando uno 0.2%.

I flussi dell'elettorato

Un'altra rilevazione diffusa in questi primi giorni del 2021 è quella di Nando Pagnoncelli, che in articolo uscito sul Corriere della Sera si è soffermato sui flussi elettorali.

Guardando ad essi Fratelli d'Italia starebbe recuperando consensi in uscita dalla Lega. Secondo quanto rilevato da Pagnoncelli, infatti, circa il 35% di chi oggi afferma di voler votare per FdI "proviene" elettoralmente dalla Lega, mentre il 5,2% arriva da Forza Italia e il 30% è invece un elettorato fedele al partito di Giorgia Meloni.

La maggior parte dell'elettorato che afferma di voler votare per i partiti di Matteo Renzi (Italia Viva) e di Carlo Calenda (Azione) proviene invece dal Partito Democratico, rispettivamente per il 44.3% e il 31.5%, ma anche dalle forze minori del centrosinistra (il 30%), dall’astensione (il 29.8%) e in misura minore dal centrodestra (circa il 10%).

Per quanto riguarda l'elettorato del il M5S, secondo i flussi studiati da Pagnoncelli, esso non sarebbe di fatto più da considerarsi un movimento trasversale come una volta.

Infatti ad oggi si auto-colloca nella sinistra o nel centrosinistra il 40% di chi afferma di voler votare per Movimento, mentre si considera di destra o centrodestra solo per l'11% di tale elettorato.

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