L'ipotesi stacircolando negli ambienti romani vicini al Pd. Di fatto però, sull'ipotesi dianticipare i tempi, lanciata da Enrico Letta, numero 2 dei democratici, ancoranon si registrano reazioni, né da parte del Pdl, né del Presidente delConsiglio, Mario Monti.

Il vice-segretario PD, si è detto molto preoccupato pergli alti tassi di interesse su Btp 5 e 10 anni, riconosciuti ieri dal Tesoro.Di fatto, sfiorare il 5%, se da un lato si traduce in un grosso affare per gliinvestitori, dall'altro è la prova concreta di un'emergenza finanziaria inatto.

Di qui - secondo Letta - la necessità di un intervento tempestivo daparte delle forze politiche. Anticipare la convocazione del nuovo Parlamento,condurrebbe infatti, ad una più rapida formazione (se ci sarà) del nuovogoverno.

Vediamo comepotrebbe concretizzarsi questa ipotesi. Sarebbe necessario, ovviamente, undecreto ad hoc. Dovrebbe prevedere un sensibile anticipo della verifica deirisultati elettorali: compito istituzionalmente assegnato alle giunte.Seguirebbero le immediate elezioni dei presidenti dei due rami del Parlamento, leconsultazioni del Capo dello Stato, quindi l'assegnazione dell'incarico (quantomeno esplorativo). Effettivamente, alla luce di tutti questi adempimenti, se sidovesse partire il 15 marzo, i tempi si allungherebbero parecchio, e lereazioni dei mercati potrebbero essere molto negative.

Dunque,l'ipotesi di un congruo anticipo delle scadenze costituzionali, potrebbe esserecondiviso da tutti i partiti. Condizionale d'obbligo: sarebbe davvero utile, inuna situazione politica tanto problematica, forzare i tempi? Berlusconi hainvitato tutti a riflettere e a far ricorso al senso di responsabilità.Bersani, anticipando le lusinghiere offerte a Grillo (a molti è sembratoingenuo e imprudente), ha raccolto solo un no secco condito con un nutritorepertorio di insulti; dall'altro si sta scontrando con la posizione di unaparte del Pd, in particolare Massimo D'Alema e company, che non escludono uncoinvolgimento attivo anche del Pdl: il leader Massimo infatti, ha proposto unapresidenza (Camera) a Grillo, ed una (Senato) a Berlusconi.

In ultimo, c'é dafare i conti con Grillo: non avrebbe manifestato molto entusiasmo per questaproposta. Anzi, pare abbia espresso diffidenza e sospetti ("sento odore diinciucio...").

Tuttavia, aldi là di tutto ciò, sarà fondamentale il parere di Giorgio Napolitano, attesoin Italia di ritorno dalla sua missione in Germania.