Il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini ha dichiarato che, da qui fino a giugno, sarà priorità del governo concentrarsi su un piano che preveda nuove misure per la disoccupazione giovanile.

L'intento è quello di ridurre la disoccupazione giovanile al di sotto di otto punti, portandola al 30% dai livelli di record attuali. Misure pronte entro giugno che prevedono tra l'altro correzioni ai contratti con riduzioni di intervallo obbligatorio tra un periodo di lavoro e l'altro. Oltre il 70% delle assunzioni avviene con contratti a tempo determinato.

Bisognerà cambiare l'attuale legge Fornero che prevede intervalli di tempo tra un rinnovo e un altro, troppo lunghi: fino a due mesi per un contratto di 6 mesi, anziché dieci gironi come prima, e tre mesi per contratti con durata superiore ai sei mesi, anziché venti giorni.

"Bisogna prendersi cura dei giovani", dichiara Giovannini, e fare in modo che vengono seguiti nella ricerca di un impiego, così come già accade nei paesi del nord Europa. Susanna Camusso, leader del Cgil, chiede invece di porre fine agli stage gratuiti. Le imprese, in particolare quelle piccole, chiedono con insistenza di superare l'aggravio contributivo dell'1,4 per cento sui contratti a termine destinato a finanziare la nuova "assicurazione sociale per l'impiego" (Aspi), che viene recuperato quando un contratto viene trasformato a tempo indeterminato.

Il ministro del Lavoro Giovannini incontrerà da domani i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, la Condindustria e altre associazioni imprenditoriali, affinché ci sia un confronto per iniziare a definire nel dettaglio un pacchetto giovani.

Susanna Camusso inoltre aggiunge che per far ripartire le assunzioni servono investimenti che aiutino a creare il nuovo lavoro, introdurre una fiscalità che vada a vantaggio delle aziende che assumono, eliminare sgravi a pioggia che impongono rapporti di lavoro in piedi fino a quando ci saranno gli sconti fiscali, e cercare infine di attuare un sconto fiscale che va invece a chi stabilizza nel tempo il rapporto di lavoro.

Le attenzioni cadranno anche sulle pensioni.

L'intento sarà quello di rendere più flessibile l'uscita dal lavoro prima dell'eta pensionabile ma con penalizzazioni proporzionali. Una manovra a favore dei giovani che attualmente sono danneggiati dal blocco sostanziale del turn over.