I leader delle Finanze delle sette principali economie industriali hanno dichiarato al G7 che le politiche messe in atto dal Giappone sono dirette a stimolare la sua economia in un periodo di stagnazione lungo due decenni e non è un tentativo di ridurre la propria moneta per rendere le esportazioni della nazione più competitive.



A conclusione di una riunione di due giorni dei principali rappresentanti finanziari del G-7 paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Francia, Italia, Giappone, Canada e Regno Unito, o George Osborne, ministro del Tesoro britannico, ha detto che c'è stato un riconoscimento formale della necessità di ogni membro per garantire la crescita dei loro paesi attraverso il bilanciamento delle misure di austerità con politiche che favoriscano la crescita.

I funzionari hanno inoltre convenuto sulla importanza di trovare misure per affrontare la debolezza delle banche e per lavorare collettivamente con l'intento di permettere alle aziende ed ai singoli individui di non subire eccessivamente la pressione fiscale.



La ripresa globale dalla recessione nel corso degli ultimi anni è stata irregolare. Mentre l'economia degli Stati Uniti, la più grande del mondo, sembra guadagnare in trazione, molti paesi europei sono in recessione.

"La volontà è ancora quella di ridurre il deficit, ma c'è sicuramente un cambiamento di tono", ha detto Pierre Moscovici, ministro delle finanze della Francia.



Il Giappone, terza potenza mondiale, è stata messa sotto torchio in questi ultimi mesi.

Il nuovo governo del primo ministro Shinzo Abe ha promesso misure aggressive per riavviare il boom del dopoguerra nel paese, che di fatto è ad un punto morto fin dai primi anni '90. Come parte di questo sforzo, la Banca del Giappone ha in programma di raddoppiare la quantità di denaro circolante nell'economia giapponese.



Conseguenza è stato un drammatico calo del valore dello yen. Il dollaro è salito sopra i 100 yen per la prima volta in oltre quattro anni. Lo yen si è indebolito di oltre il 20 per cento nei confronti del dollaro da ottobre, quando è stato scambiato a circa 78 yen.



Il rapido scorrimento del valore dello yen ha scatenato i timori di una "guerra valutaria" in cui i paesi usano i loro tassi di cambio come arma economica.

Se altri paesi rispondono alla caduta dello yen con la svalutazione delle loro valute, il Giappone sarà di nuovo al punto di partenza e l'economia mondiale potrebbe subirne. Forti oscillazioni di valore delle valute infatti possono danneggiare la fiducia delle imprese e degli investimenti.



Osborne, che ha ospitato la due giorni di discussioni informali, ha detto che il G-7 ha deciso di fare in modo che "le politiche siano orientate verso obiettivi interni."



Un alto funzionario del Tesoro americano, parlando in condizione di anonimato, ha detto che vi è stata una buona discussione su quello che sta succedendo in Giappone e che i funzionari giapponesi sono entrati nel  dettaglio di come la nuova politica stia mirando ad aiutare e a stimolare la domanda interna.





Tutti i partecipanti alla riunione hanno ribadito che la crescita economica è stata una priorità, ora che i mercati finanziari sembrano essersi calmati, soprattutto per quanto riguarda la crisi del debito che ha colpito la zona euro.



"Dobbiamo mettere in atto regimi atti a proteggere i contribuenti e farlo soprattutto in modo coerente a livello globale", ha detto Osborne.



In conclusione Osborne ha anche detto che era importante affrontare l'elusione e l'evasione fiscale.

"Oggi, siamo tutti d'accordo sull'importanza di un'azione collettiva per combattere l'elusione e l'evasione fiscale. Siamo assolutamente determinati a far progredire questa tendenza anche nel 2013".