A circa un mese e mezzo dall'insediamento del governo Letta,dopo i vari ddl presentati per il Paese, ancora in via di approvazione, sonoarrivate le raccomandazioni per l'uscita dell'Italia dalla procedura di deficit eccessivo (Edp) dalla Commissione Europea, e tra i primi provvedimenti per portare al 3% il Pil nel 2014, ci sono lariforma del lavoro, l'aumento di asili a tempo pieno e servizi extrascolastici,la riorganizzazione del catasto, in linea ai valori del mercato, la revisione delleesenzioni Iva, la trasparenza bancaria, la lotta alla corruzione, e soprattuttoiniziative per lo sviluppo e la crescita occupazionale, attraverso la flessibilizzazione e liberalizzazionedell'impresa e delle professioni.

Le raccomandazioni della Commissione Ue, sono un segnaleimportante di fiducia, ma anche un'ottima occasione per ridurre il deficitpubblico e riprendere "le redini" dei continazionali, senza vincoli e interferenze da Bruxelles, infatti, la crescitae il risanamento dei debiti pubblici sono i punti più significativi del master plam di riforme per l'economicaitaliana, che hanno preparato al governo Letta: " Una cura dura. Ma non c'ènulla che non sia davvero possibile", per la chiusura della procedura di deficit eccessivo (Edp) in cui l'Italiasi è trovata nel 2009.

La sfida dell'Ue, con la proposta di chiusura dell'Edp, ha l'obiettivodi ridurre il costo del rifinanziamento dell'immenso debito pubblico, (132% del Pil), che permetterebbe all'Italia,attraverso la riduzione del deficit pubblico e il pareggio di bilanciostrutturale, di riprendersi i "contidello Stato" senza essere più vincolati al piano di rientro concordato conl'Ue, in merito, il governo Letta ha persuaso la Commissione che il fabbisognoresterà sotto il 3%: "Non è ungiudizio frutto di flessibilità extra, abbiamo solo applicato il Patto distabilità".

Ad ogni modo, Bruxelles suggerisce una nuova spending review per la chiusura della procedura dei piani dirientro per l'Italia, anche per sciogliere o almeno smorzare le tensioni sociali, causate dalladisoccupazione e dalla recessione, ma il problema da risolvere è dove trovare lerisorse finanziarie necessarie, che ammontano a circa 12 miliardi, per raggiungere l'obiettivodi deficit all'1,8%, invece che all'atteso2,9%.