Dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà delle pensioni sopra i 90 mila euro, il Governo sta mettendo a punto un piano per rimodulare tutti i trattamenti pensionistici mentre sta studiando sulla eventualità di applicare il contributo di solidarietà a tutti i redditi più consistenti.

La sentenza della Consulta, che ha fatto e farà certamente discutere ancora, ha ridotto lo spazio di manovra del Governo in materia previdenziale, obbligando, tra l'altro, il Tesoro a restituire ai pensionati d'oro quanto illegittimamente trattenuto loro da metà 2011 ad oggi. Letta e i suoi ministri, già alle prese con la ricerca di fondi per evitare l'aumento dell'Iva e per il blocco dell'Imu sulla prima casa, sono dunque al lavoro per cercare di fare cassa per fronteggiare tutte le falle di questo Paese.

Di sicuro i dossier caldi sulla previdenza metteranno a dura prova Governo e maggioranza dopo l'estate. "Abbiamo deciso di rinviare a settembre, quando discuteremo anche con il Parlamento, eventuali modifiche alla legge sulle pensioni", questa la dichiarazione del Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, di qualche giorno fa. Il Ministro ha fatto anche intendere che si starebbe lavorando anche sul blocco dell'indicizzazione al costo della vita delle pensioni più elevate.

Le domande che si pone il cittadino comune restano però sempre le stesse: quando si parlerà di taglio del numero dei parlamentari? Quando si metterà fine alla corsa delle pensioni dei parlamentari? Quando la Rai smetterà di pagare cachet da tempi d'oro? Quando grandi burocrati e manager di Stato verranno pagati sulla base degli effettivi risultati raggiunti?